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martedì 21 gennaio 2020

INCHIOSTRO DI MONTAGNA

SE CAMMINO VIVO di Andrea Spinelli





SE CAMMINO VIVO



 Se di cancro si muore, pur si vive

La storia diretta e sincera di Andrea, che cammina per convivere con la propria malattia. Passo dopo passo ringrazia la vita e cerca nuovi equilibri.




EDICICLOEDITORE


La parola cancro fa paura”, scrive Andrea Spinelli affetto da un adenocarcinoma alla testa del pancreas in stato avanzato e non operabile dall’ottobre 2013, “ma non deve essere un tabù”. Lui ci convive da quasi cinque anni un passo alla volta, ed è proprio il caso di dirlo, visto che per restare in equilibrio, per tenerlo a bada, ha deciso proprio di camminare. Questo antico e naturale modo di muoversi lo fa star bene e diventa il suo modo di ringraziare la vita,nonostante tutto. Andrea ha cominciato con viaggi brevi, il tragitto casa-ospedale-casa, e poi, pian piano, è passato ai grandi cammini: la Romea Strata, la Via Francigena, il Cammino di Santiago... In mezzo, ci sono stati momenti difficili, i “pit-stop” necessari per riprendere le forze, per affrontare delle terapie, o sottoporsi ai temuti controlli. Il suo contapassi però aumenta di giorno in giorno e oggi conta più di settemila chilometri, perché “se di cancro si muore, pur si vive”.
«Il malato di cancro, come chiunque affetto da altre malattie molto gravi, spesso è considerato una pratica e non un essere umano. Io questa storia la sto vivendo sulla mia pelle, e per questo posso raccontarla. Chi ha ricordi di me appena uscito dall’ospedale sa di cosa sto parlando... Adesso sopravvivo, posso morire da un giorno all’altro, il mio tumore è inoperabile, non curabile, ma continuo a vivere perché, come ho scritto più volte, di cancro si muore, ma pure si vive. Questa è la mia strategia, questo è il mio modo di stare dentro il problema: ho un tumore e voglio dirlo a tutti e in tutta onestà. Se non rimango solo, se non mi isolo, se non mi tengo tutto dentro, mi sono detto, posso tutto, posso anche perdere e forse perderò; ma se questo raccontare il cammino con il cancro fosse di aiuto anche solo a una persona, allora alla fine non avrò perso, ma vinto. Non sono un guerriero, ma nemmeno una vittima, sono più semplicemente un uomo, un essere umano malato di cancro. Sono stato un bambino vivace, un ragazzino vivace, un uomo vivace, adesso il cancro vuole frenarmi ma io sono diventato un malato vivace».


"UNA MONTAGNA DI LIBRI".Spazio dedicato all'inchiostro di montagna.



















lunedì 21 ottobre 2019

UN PARCO CHIAMATO ITALIA

PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE


PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE



Il Parco è inserito nel comprensorio montano soprastante l’alta pianura friulano – veneta. L’area protetta si estende dalla provincia di Pordenone a quella di Udine ed abbraccia la Valcellina (Comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso), l’Alta Valle del Tagliamento (Comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto) ed i territori confluenti verso la Val Tramontina (Comuni di Frisanco e Tramonti di Sopra).







lunedì 10 giugno 2019

UNA MONTAGNA DI ESEMPI

IL BELLISSIMO VIAGGIO DI ALFIO E DEL SUO ASINO FIOCCO





IL BELLISSIMO VIAGGIO DI ALFIO SCANDURRA E DEL SUO ASINO FIOCCO
Imparare a vivere e viaggiare lentamente



Leggi anche la bella intervista di Mangiaviviviaggia


GUARDA ANCHE IL DOCUMENTARIO REALIZZATO DA "WE KEEP IN TOUCH"


In Friuli, fuori dal mondo. I parte

In Friuli, fuori dal mondo. II parte
https://youtu.be/pCJFYNm7E0o









venerdì 18 gennaio 2019

IL SENTIERO DI LORENZO FRANCO SANTIN

IL SENTIERO ITALIA di Lorenzo Franco Santin
lorenzofrancosantin.com/


IL SENTIERO ITALIA DI LORENZO FRANCO SANTIN


Lorenzo Franco Santin, friulano di Azzano Decimo (PN),(C.A.I. di Pordenone) è il primo escursionista ad aver percorso a piedi gli oltre 6.000 chilometri del SENTIERO ITALIA che attraversa la penisola italiana, partendo dalla Sardegna e arrivando in Friuli Venezia Giulia.



Il sito web dove il giovane fotografo friulano racconta la sua impresa escursionistica attraverso i gli oltre 6.000 chilometri del SENTIERO ITALIA, il sentiero più lungo e più bello del mondo.

Nella primavera del 2019 è prevista una analoga impresa che vedrà protagonisti, Yuri,Sara e Giacomo dell'Associazione VA' SENTIERO. Il loro progetto ha come fine quello di documentare tutto il SENTIERO ITALIA e raccontare in diretta ogni loro passo per far conoscere a tutto il mondo il sentiero e le sue bellezze. Tutte le informazioni raccolte verranno inserite in un portale web che verrà messo a disposizione di tutti gli amanti del SENTIERO ITALIA.









giovedì 26 gennaio 2017

ESCURSIONI PER CONOSCERE LA VAL TRAMONTINA

I SENTIERI DELLA VAL TRAMONTINA

ESCURSIONI GUIDATE PER CONOSCERE LO STUPENDO TERRITORIO DELLA VAL TRAMONTINA
Le escursioni guidate, sentieri e percorsi a Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra, in val Tramontina, ai confini del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane nella natura affascinante circondati da tre stupendi laghi.



domenica 7 settembre 2014

BIOPHOTOCONTEST2014

BIO PHOTO CONTEST 2014 BUDOIA (PN)


BIOPHOTO CONTEST 2014
LE FORESTE TEMPERATE
Concorso internazionale di fotografia con tema  il bioma del Mondo
BUDOIA (PN)
27 SETTEMBRE 2014

GUARDA LE FOTO DEI FINALISTI



lunedì 24 giugno 2013

RIFUGIO ESCURSIONISTICO CAVA BUSCADA MT.1800 VAL ZEMOLA



RIFUGIO ESCURSIONISTICO CAVA BUSCADA MT. 1800
VAL ZEMOLA
PARCO DOLOMITI FRIULANE
TELEFONO 320.0413665

PRESENTAZIONE:

"Il rifugio escursionistico "Cava Buscada", a 1800 metri di quota, si trova in Val Zemola, nel cuore del parco della Dolomiti Friulane, ed è immerso in un paesaggio incantevole dove regnano pace e tranquillità, tra scenari spettacolari sotto l'aspetto paesaggistico, geologico, floreale e faunistico.

Da qui si può godere di uno splendido panorama e anche i colori serali danno un tocco di magia a questo luogo. Di notte poi ci si trova in una sorta di osservatorio naturale, affacciato su di un cielo fantastico tappezzato di stelle, da ammirare in maniera ravvicinata grazie ad un telescopio.
Tantissime sono le varietà di fiori che arricchiscono di colori il monte Buscada e la vicina Palazza, a partire dalla semplice margherita, continuando con la genziana, i gigli e le orchidee di diverse specie, e concludendo con la "Regina delle cime": la Stella Alpina.
Anche la compagnia degli animali non manca mai. Si possono vedere, anche a distanza ravvicinata: camosci, caprioli, stambecchi, marmotte e soprattutto le imponenti aquile che quotidianamente sorvolano il cielo alla ricerca di cibo.
Inoltre il rifugio sorge all´ interno di un´ area di grande interesse dal punto di vista dell´ archeologia industriale. Da qui infatti, per decenni, è stata estratta una pietra chiamata ramello rosso ammonitico e molte sono le tracce, ancora oggi visibili, lasciate da tale attività su questo territorio.
Diverse sono le attività che è possibile praticare presso il rifugio: - escursioni con diversi gradi di difficoltà, anche con la possibilità di essere accompagnati da esperte guide alpine o naturalistiche in grado di farci riconoscere le varie ricchezze e di vivere tutte le emozioni del luogo;
- caccia fotografica a fossili, piante, fiori e animali, da praticare anche con i più piccoli per insegnare loro a riconoscere, osservare, studiare ma soprattutto rispettare tutto quello che qui ci circonda; - non meno importanti sono inoltre la tranquillità ed il riposo che si possono trovare passeggiando o straiandosi al sole, rilassandosi completamente e rimandando qualsiasi pensiero a quando si ridiscenderà a valle.
La baracca che un tempo fu il ricovero per i cavatori che lavoravano alla Cava di Marmo (attiva fino al 1994) è stata recuperata sapientemente da Gianpietro Corona. I lavori di ristrutturazione si sono protratti dal 2007 al 2010, anno dell´apertura del rifugio. La struttura ora dispone di 21 posti letto e una cucina. Il rifugio è raggiungibile a piedi attraverso i sentieri CAI, in particolare il 381 da Erto e il "Troi dal Sciarbòn" da Casso (vedi Informazioni\Il Rifugio). Previa richiesta, per le persone con ridotte capacità motorie è disponibile un servizio navetta a pagamento da Casera Mela."








giovedì 16 maggio 2013

martedì 11 dicembre 2012

LA VALLE DEL VAJONT.TRASMISSIONE TV


LINEA VERDE
TRASMISSIONE DEL 9 DICEMBRE 2012
LA VALLE DEL VAJONT


IN QUESTA TRASMISSIONE:

Erto e la Valle del Vajont raccontata da Mauro Corona

Gianni Olivier, uno dei sopravvissuti alla frana , racconta gli eventi della notte del disastro della Diga del Vajont ripercorrendo i luoghi del disastro

Fabio e Alessandra  nella Valle del Vajont hanno deciso di ripartire costruendosi un’altro tipo di vita basata sull’agricoltura e l’allevamento di capre.

Maurizio De Pellegrin maestro gelatiere da Longarone racconta la Mostra Internazionale del Gelato che ogni anno si svolge in quel capoluogo dal 1959 quando vi fu la prima Fiera del Gelato

Lo Chef Renzo Dal Farra si affianca ad Eleonora e alla sua rubrica “Le ricette di Eleonora” insegnando i segreti per cucinare i fusilli con salsa di formaggio Piave,radicchio trevigiano e noci. 




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