Visualizzazione post con etichetta IL GROP. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IL GROP. Mostra tutti i post

martedì 17 dicembre 2013

IL GROP. BRACCIALETTO DI MONTAGNA


IL GROP PER FREE TIBET
"semplicemente importante."



"Una cultura plurisecolare distrutta, un ambiente naturale devastato, la popolazione autoctona ridotta ad una minoranza ghettizzata in casa propria, una sanguinaria e costante oppressione.
Sembrano considerazioni tratte da un qualunque libro di Storia, purtroppo si tratta di cronaca.
Non solo, si tratta di cronaca di cui nessun mass media fa riferimento, perché si tratta di verità troppo scomode.
Storicamente il Tibet è sempre stato un paese indipendente, con ben poca attinenza politica con la Cina, dato che si trattava di una teocrazia, incentrata sulla figura del Dalai Lama, che deteneva sia il potere spirituale che quello temporale.
Nonostante ciò, il 7 Ottobre 1950 l’esercito della Repubblica Popolare Cinese, allora guidata da Mao Zedong,  penetrò in Tibet, rivendicando il territorio quale provincia cinese e con il fermo intento di “liberare il Tibet”. Secondo Pechino infatti, il Tibet era soggiogato dalla dittatura dei monaci, che mantenevano volontariamente il Paese in uno stato di arretratezza sociale, politica ed economica.
Questo avvenimento sancì la fine dell’indipendenza tibetana e l’inizio del periodo più buio e tragico della millenaria storia del Tibet.
La persecuzione, la tortura e la discriminazione razziale divennero il minimo comune denominatore della vita dei tibetani, tanto che, dal 1950 ad oggi, si contano più di un milione di vittime.
La cultura e la religione sono state rase al suolo, con la distruzione del 99,98% dei monasteri, la lingua tibetana è messa al bando, milioni di cinesi hanno colonizzato l’Altopiano, tanto che oggi si contano circa 6 milioni di tibetani e 8 milioni di cinesi; cosicchè i tibetani costituiscono una minoranza in casa propria.
Inoltre si è dato il via allo sfruttamento selvaggio del territorio con il disboscamento indiscriminato e lo sfruttamento selvaggio delle risorse ambientali.
Il 17 Marzo 1959 il Dalai Lama fu costretto a riparare in esilio in India da dove iniziò la sua battaglia non violenta per la causa del proprio Paese.
Ancora oggi la Cina rimane sorda di fronte alle rivendicazioni del popolo tibetano, ma anzi continua ad additare il Dalai Lama come un fuorilegge.
Le prospettive sono, se possibile, ancora più fosche, poiché la Cina fa parte, dal 1971, del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e, soprattutto, perché i paesi occidentali non vogliono inimicarsi la Cina, ovvero il più appetibile mercato economico mondiale.
Quello che ci possiamo augurare è che i paesi occidentali, e l’Europa in particolare, che si autoproclamano portatori di alti valori civili, decidano di far rispettare i diritti umani salvaguardati dalla Carta delle Nazioni Unite ed il diritto all’autodeterminazione dei popoli, cercando di assumersi le proprie responsabilità e non tappandosi gli occhi."


Uno straccetto arancione delle dimensioni di cm30xcm1 ( a seconda delle dimensioni del polso)
Piegarlo a metà
arrotolarlo molto stretto
Formare un nodo "IL GROP" al centro e stringere
ed indossarlo al braccio del cuore.
Dorino Bon
Dopo aver letto queste righe è quasi impossibile non riflettere a lungo e rimanere colpiti dal loro contenuto e significato. In pochi istanti si imprime nella nostra mente la consapevolezza di quanto siamo fortunati ad essere nati in questo angolo di Mondo. Ed è proprio questa consapevolezza di essere un uomo fortunato e libero che ha fatto muovere i miei pensieri verso la realizzazione di un’idea che accomuni la  Speciale Gente di Montagna in un piccolo gesto di solidarietà verso questo Popolo sfortunato. Un piccolo, semplice,ma importante segno di solidarietà che unisca il meraviglioso popolo della Montagna. La realizzazione di un semplice braccialetto di stoffa arancione con un nodo al centro, IL GROP, che ci aiuti a non dimenticare e ad essere vicini ad una meravigliosa Popolazione. Una piccola pietra che unita alle infinite altre pietre, contribuirà ad innalzare una meravigliosa ed incantevole Montagna di solidarietà
Un braccialetto semplice per colorare di arancione  i sentieri delle nostre Montagne stringendo al braccio del nostro cuore il pensiero verso un Popolo meno fortunato di noi.

lunedì 10 settembre 2012

PREMIO IL GROP.








PREMIO IL GROP

Il 15 febbraio 2008 nella Baita di ESCURSIONANDO è nato il PREMIO IL GROP.( Ideato e creato da Dorino Bon www.escursionando.net )


CHE COSE IL PREMIO IL GROP ?


(nella lingua friulana significa il nodo ed è ispirato ad un antico braccialetto di stoffa)
“IL GROP” e un premio, un certificato, un riconoscimento,un attestato di stima e gradimento per cio che il premiato propone con i suoi lavori riguardanti la Montagna sul web .
“un giorno di febbraio del 2008, mentre ammiravo il magnifico fuoco che ardeva nel caminetto della Stupenda Casera Avrint di Verzegnis (UD), mi è nata lidea di creare un premio da assegnare a tutte quelle persone Speciali che con il loro Amore e Passione hanno pubblicato nel magnifico mondo del web dei lavori riguardanti la Montagna”
“E così il 15 febbraio 2008, nella Baita di Escursionando a Basaldella (UD) è nato i IL PREMIO IL GROP.”
COME SI ASSEGNA?
Chi ne ha ricevuto uno puo assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come listigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il “Premio D eci e lode” si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
LE REGOLE:
1. Esporre il logo del “IL GROP “, che eil premio stesso, con la motivazione per cui lo si e ricevuto. E un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui e di valore (Il codice si può copiare con “copia e incolla” che si trova allinterno di questo post);

2. Linkare il blog o sito di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;

3. Se non si lascia il collegamento al post originario gia inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (più avanti in questo post troverete il pratico “copia e incolla”);

4. Inserire il regolamento (più avanti in questo post troverete il pratico”copia e incolla”);

5. Premiare almeno 1 blog o sito aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone piu di uno non e necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si puo limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi estato gia premiato una volta puoì assegnare tutti i “PREMIO IL GROP ” che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Bastera dichiarare il blog o sito a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.


CODICI DA COPIARE:
IMMAGINE LINK
<a href=”http://escursionando.blogspot.it/2012/07/premio-il-grop.html “><img src=”http://digilander.libero.it/dorino1/logopremiogrop.jpg “border=”0″ alt=”PREMIO IL GROP “> </a>
LOGO PREMIO
<img src=”http://digilander.libero.it/dorino1/logopremiogrop.jpg “border=”0″ alt=”PREMIO IL GROP “> </a>

IL REGOLAMENTO
Che cosè il Premio IL GROP?
”IL GROP ”  che nella lingua friulana significa il nodo è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone. Il premio è destinato a tutte quelle persone che hanno pubblicato sul web dei particolari lavori riguardanti la Montagna .Come si assegna il premio “IL GROP”?Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne a sua volta quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione  sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come listigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il “Premio IL GROP ” si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.Le regole:   1. Esporre il logo del “Premio IL GROP “, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario cè il pratico “copia e incolla”);   2. Linkare il blog o sito di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;   3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario cè il pratico “copia e incolla”);  4. Inserire il regolamento (nel post originario cè il pratico “copia e incolla”);5. Premiare almeno 1 blog o sito aggiungendo la motivazione.Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i “Premio IL GROP” che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog o sito a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

LA STORIA DEL GROP
I PREMI CHE HO ASSEGNATO.
Io assegno il PREMIO IL GROP A:


A Marco Cabbai inventore del sito www.suimonti.it con la seguente motivazione:Per aver realizzato un’elegante angolo sulla Montagna dove traspare la Passione, l’Umiltà e la Disponibilità. Un vero contenitore di Essenza di Montagna dove attingere Preziosi spunti per nuove ed entusiasmanti escursioni.”

A Paolo gestore del Blog UN PASSO ALLA VOLTA con la seguente motivazione: “Per aver saputo dipingere la Montagna con i colori Fantastici dellAnima”
A Luca e Nadia creatori del sito www.alpinauta.com con la seguente motivazione: “per aver creato un elegante ed affascinante angolo di web colmo di immagini e parole che riescono a trasmettere delle bellissime Emozioni disegnando con i loro colori e la loro forza quella che è la nostra Stupenda Montagna.”


A Lorenzo lideatore del Blog TACCUINO DI MONTAGNA con la seguente motivazione: “Per aver messo a disposizione di tutti il suo Meraviglioso Taccuino di Montagna contenente importanti appunti sulle escursioni nelle Montagne del Friuli Venezia Giulia e non.”


A Luca gestore del Blog MONTAGNE SOTTOSOPRA con la seguente motivazione: “Nonostante abbia appena fatto da poco il suo ingresso nel web ha già lasciato una bellissima impronta”
Ai componenti lo Staff di www.mountaincafè.net con la seguente motivazione:“Per aver messo a disposizione di noi tutti uno zaino colmo di cose belle di montagna”

Ad Annamaria Bianchi Brollo webmaster del sitowww.donneincarnia.it con la seguente motivazione: Per aver dipinto di rosa la montagna del Friuli Venezia Giulia”

A Paolo,Paola,Andrea,Franco,Fabrizio,Laura staff del sitowww.cimefvg.it con la seguente motivazione:“Per lo stupendo modo di scolpire e dipingere con parole magiche e immagini affascinanti i racconti delle vostre escursioni.”


Allo Staff del sito www.mountainblog.it con la seguente motivazione:“Per aver realizzato nel web un agevole sentiero che porta ad una meravigliosa Montagna di notizie.”

Allo staff del sito www.clanalpian.com con la seguente motivazione:“Per aver fatto conoscere al popolo del web laffascinante stile di vita dedicato al Bivacco.”

A Pietro Baldresca webmaster del sito www.altemontagne.it con la seguente motivazione: “Per aver creato nel fantastico mondo del web un accogliente Rifugio virtuale dove accogliere tutti gli Amici della Montagna.”


Ad Annamaria e Valeria webmaster del sito da loro creato sul paese di Forni Avoltri con la seguente motivazione:” Per la Montagna di Passione e Amore con cui sono riuscite a portare il meraviglioso paese di Forni Avoltri sul web.”
Allo staff del sito www.itinerarifriuli.com con la seguente motivazione:” Per il modo semplicemente affascinante con cui espongono le loro escursioni nel web.”
Allo Staff del sito www.clubaquilerampanti.it con la seguente motivazione:“Per lo Speciale modo di trasmettere la loro Passione per la Montagna.”
Al webmaster del sito www.cappef.com con la seguente motivazione: “Per il magnifico modo di esporre nel web le fantastiche cime e valli del Verbano.”
Ad Achille Quarello Webmaster del sito www.montagnavissuta.it con la seguente motivazione:” Per aver creato nel web un angolo di Montagna che parla con la voce della Passione.”
A Marzia Verona Webmaster del Blog PASCOLO VAGANTE con la seguente motivazione:” Per aver portato unantica Tradizione in alto tra i sentieri del web.”
A Stefano Germano Webmaster del sito www.altavetta.it con la seguente motivazione: “Per aver disegnato le sue Dolomiti con l'inchiostro della Passione.”
I PREMI IL GROP CHE MI SONO STATI ASSEGNATI.
Da Marco Cabbai Webmaster del sito www.suimonti.it con la seguente motivazione: “Perchè con le sue foto e le sue parole riesce a trasmettere le stesse emozioni che si proverebbero dal vivo tra le sue nuvole, riuscendo a portare la Montagna a chi in Montagna non ci può andare.”
Da Luca Webmaster del sito MONTAGNE SOTTOSOPRA con la seguente motivazione:”Per la poesia che ci accompagna per mano in alto , parole magnifiche che riempiono la mente e il cuore .”

Grazie Luca- I PREMIATI DA LUCA.
Da Flavio Cappelletti Webmaster del sito www.cappef.com con la seguente motivazione: ” Per la simpatica iniziativa,per le innumerevoli informazioni contraddistinte dalla passione “Montagna” e per le “poesie” disseminate nel sito e a corredo di ogni immagine.”
Grazie Flavio. I PREMIATI DA FLAVIO.

domenica 18 maggio 2008

IL GROP

IL GROP PER FREE TIBET


"semplicemente importante."









"Una cultura plurisecolare distrutta, un ambiente naturale devastato, la popolazione autoctona ridotta ad una minoranza ghettizzata in casa propria, una sanguinaria e costante oppressione.


Sembrano considerazioni tratte da un qualunque libro di Storia, purtroppo si tratta di cronaca.


Non solo, si tratta di cronaca di cui nessun mass media fa riferimento, perché si tratta di verità troppo scomode.

Storicamente il Tibet è sempre stato un paese indipendente, con ben poca attinenza politica con la Cina, dato che si trattava di una teocrazia, incentrata sulla figura del Dalai Lama, che deteneva sia il potere spirituale che quello temporale.

Nonostante ciò, il 7 Ottobre 1950 l’esercito della Repubblica Popolare Cinese, allora guidata da Mao Zedong,  penetrò in Tibet, rivendicando il territorio quale provincia cinese e con il fermo intento di “liberare il Tibet”. Secondo Pechino infatti, il Tibet era soggiogato dalla dittatura dei monaci, che mantenevano volontariamente il Paese in uno stato di arretratezza sociale, politica ed economica.

Questo avvenimento sancì la fine dell’indipendenza tibetana e l’inizio del periodo più buio e tragico della millenaria storia del Tibet.

La persecuzione, la tortura e la discriminazione razziale divennero il minimo comune denominatore della vita dei tibetani, tanto che, dal 1950 ad oggi, si contano più di un milione di vittime.

La cultura e la religione sono state rase al suolo, con la distruzione del 99,98% dei monasteri, la lingua tibetana è messa al bando, milioni di cinesi hanno colonizzato l’Altopiano, tanto che oggi si contano circa 6 milioni di tibetani e 8 milioni di cinesi; cosicchè i tibetani costituiscono una minoranza in casa propria.

Inoltre si è dato il via allo sfruttamento selvaggio del territorio con il disboscamento indiscriminato e lo sfruttamento selvaggio delle risorse ambientali.

Il 17 Marzo 1959 il Dalai Lama fu costretto a riparare in esilio in India da dove iniziò la sua battaglia non violenta per la causa del proprio Paese.

Ancora oggi la Cina rimane sorda di fronte alle rivendicazioni del popolo tibetano, ma anzi continua ad additare il Dalai Lama come un fuorilegge.

Le prospettive sono, se possibile, ancora più fosche, poiché la Cina fa parte, dal 1971, del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e, soprattutto, perché i paesi occidentali non vogliono inimicarsi la Cina, ovvero il più appetibile mercato economico mondiale.

Quello che ci possiamo augurare è che i paesi occidentali, e l’Europa in particolare, che si autoproclamano portatori di alti valori civili, decidano di far rispettare i diritti umani salvaguardati dalla Carta delle Nazioni Unite ed il diritto all’autodeterminazione dei popoli, cercando di assumersi le proprie responsabilità e non tappandosi gli occhi.

Sappiamo che la creazione di questo sito internet non aiuterà in maniera concreta il popolo tibetano, ma crediamo che rendere le persone coscienti di quanto accade sull’Altopiano possa essere un piccolo contributo."








Uno straccetto arancione delle dimensioni di cm30xcm1 ( a seconda delle dimensioni del polso)







Piegarlo a metà







arrotolarlo molto stretto







Formare un nodo "IL GROP" al centro e stringere





ed indossarlo al braccio del cuore.







Dorino Bon
www.escursionando.net


Dopo aver letto queste righe è quasi impossibile non riflettere a lungo e rimanere colpiti dal loro contenuto e significato. In pochi istanti si imprime nella nostra mente la consapevolezza di quanto siamo fortunati ad essere nati in questo angolo di Mondo. Ed è proprio questa consapevolezza di essere un uomo fortunato e libero che ha fatto muovere i miei pensieri verso la realizzazione di un’idea che accomuni la  Speciale Gente di Montagna in un piccolo gesto di solidarietà verso questo Popolo sfortunato. Un piccolo, semplice,ma importante segno di solidarietà che unisca il meraviglioso popolo della Montagna. La realizzazione di un semplice braccialetto di stoffa arancione con un nodo al centro, IL GROP, che ci aiuti a non dimenticare e ad essere vicini ad una meravigliosa Popolazione. Una piccola pietra che unita alle infinite altre pietre, contribuirà ad innalzare una meravigliosa ed incantevole Montagna di solidarietà



Il GROP è un piccolo,umile,semplice, ma importante nodo, posto al centro di un braccialetto di straccio che mi aiuta a ricordare quanto piccolo sono, racchiudendo dentro di se Essenziali Valori che hanno costruito il mio personale modo di andar per monti
. Un braccialetto semplice per colorare di arancione  i sentieri delle nostre Montagne stringendo al braccio del nostro cuore il pensiero verso un Popolo meno fortunato di noi.


venerdì 2 settembre 2005

LA STORIA DEL GROP




IL GROP


LA STORIA DEL “GROP


Quando guardo il mio “GROP”, mi viene sempre da sorridere. Infatti, ogni volta che lo ammiro, nella sua semplicità e nella sua bellezza, penso a MAX e a tante altre persone e amici che mi chiedono incuriositi, il significato di quel piccolo straccetto bianco, arrotolato , con il suo nodo (GROP). al centro. In realtà, pensandoci bene, se una persona non è a conoscenza che il “GROP” è un braccialetto che “identifica”, tutte le persone che hanno un rapporto speciale con la Montagna, si meraviglia di vedere quello strano braccialetto al polso di molte persone che si incontrano nei sentieri della nostra Montagna. Quindi dopo aver ricevuto un’infinità di domande sul “GROP”, ho deciso di raccontare, in parole povere, la storia che io conosco sul “GROP”.
Un giorno , tanti anni fa, quando ero ancora bambino, mentre con i salesiani del Bearzi di Udine, stavamo rientrando a Pierabech da una escursione sul Coglians, ci fermammo al Rifugio Marinelli per una breve sosta.
Ricordo che i nuvoloni correvano bassi, accarezzandoci il viso e giocando con l’azzurro delle piccole finestrelle del rifugio, facendo scomparire e riapparire le montagne e il rifugio stesso, come in un continuo e divertente gioco di prestigio. Mi ero seduto all’interno del rifugio su di una panca nella piccola, ma accogliente e calda sala attorniata dalle pareti che,  parlavano tutte di montagna con le immagini che vi erano appese. La mia attenzione era stata subito attirata da un piccolo libricino sgualcito e ingiallito dal tempo. Lo presi in mano e subito mi meravigliai di come potevano stare ancora unite le sue pagine. Un’infinità di deboli filetti di tessuto e colla tenevano unite le pagine in modo molto precario. Il libro si intitolava “IL VECCHIO E IL SUO GROP” (GROP nella lingua friulana significa , nodo). Il libro raccontava la storia di un vecchio che aveva deciso di trascorrere la sua vecchiaia, tra i monti del Friuli Venezia Giulia. Di lui non si sapeva nulla. Tutti lo chiamavano il vecchio e nessuno conosceva il suo vero nome. Il vecchio non si era mai presentato ne tanto meno aveva raccontato la storia della sua vita e del suo passato a nessuno. Leggevo le pagine di quel libricino, come si beve un bicchiere d’acqua fresca, quando si è pieni di sete, la mia mente era rapita dalle lettere stese su quelle pagine ingiallite dal tempo e dal fumo. Lo scrittore raccontava che il “vecchio” camminava sui sentieri delle nostre montagne in lungo e in largo e non c’era escursionista che almeno una volta, nelle sue escursioni, non l’avesse incontrato. Il vecchio veniva descritto come una persona anziana, non tanto alto, senza un’età certa. I suoi capelli di un grigio quasi metallizzato, sempre tagliati a spazzola e corti, creavano un forte contrasto con il viso, scolpito dalla luce e dal tempo. Lo si incontrava ovunque con il suo zaino,la sua penna,il suo quaderno e il suo inseparabile bastone intarsiato. Di lui si sapeva poco o quasi nulla. L’unica cosa che si sapeva era che aveva deciso di passare la sua vecchiaia, vivendo in casere, bivacchi e ricoveri, lontano dalle grandi città. Il “vecchio” nel racconto veniva descritto come una persona che aveva sempre un parola  per tutti; Raccontava le magie dei fiori svelandone nomi e segreti. Indicava luoghi incantati e come arrivarci. Svelava trucchi, su dove e quando avvistare simpatici animali, che con il tempo,erano diventatati suoi amici. Parlava di acque e di lune, di quadri della notte dipinti dalle stelle. Aveva sempre un sorriso per tutti e la sua voce donava serenità; Quando parlava della montagna, diceva sempre che possedeva dei grandi poteri e  una grande “magia”: quella di farlo tornare bambino. Quel vecchio per tutti, era diventato la montagna. Ormai faceva parte integrante della stessa. Sempre più di sovente lo si trovava sulle sue cime, mentre era assorto ad intagliare il suo bastone con il coltellino, o mentre scriveva o disegnava sul quaderno, o semplicemente mentre ammirava il panorama. Ma quello che attirava sempre la curiosità e l’attenzione delle persone che lo incontravano, era quello lo strano braccialetto di “straccio”bianco,arrotolato , con al centro un piccolo ed elegante nodo,che il vecchio portava al polso. Alla domanda di che cosa fosse e cosa significasse quello strano braccialetto che indossava, il vecchio rispondeva, con modi sempre gentili,la maggior parte delle volte, divagando, che si trattava dell’oggetto più prezioso , che lui avesse, ma se riusciva a capire che la persona che aveva davanti, la pensava come lui sulla montagna, allora, d’impulso, apriva lo zaino, estraeva una birra e dopo averla stappata, gliela porgeva; Era il suo modo per iniziare il racconto sul suo braccialetto. Quando raccontava la storia del suo braccialetto, i suoi occhi si illuminavano di una luce diversa, mentre le parole scorrevano come fiumi in piena. Non erano molte le persone a cui il vecchio aveva raccontato la “magica” storia di quel braccialetto, ma di sicuro queste persone avevano qualche cosa di speciale che le legava alla montagna. Il vecchio raccontava, che quel braccialetto di straccio bianco, all’apparenza insignificante e privo di alcun valore materiale, in realtà un preziosissimo e importantissimo oggetto di inestimabile valore affettivo. Il vecchio raccontava di aver ricevuto quel braccialetto, da un “GRANDE” uomo che viveva tutto l’anno assieme alla sua montagna e alle sue difficoltà, cercando di tenere in vita un piccolo rifugio. Una sera , mentre erano seduti ad un tavolino del rifugio, parlando di montagna, come tutte le volte che si vedevano, l’uomo donò al “vecchio” quel piccolo straccetto bianco con al centro un piccolo ed elegante nodo (GROP) raccontandogli la sua storia e il significato di quel prezioso oggetto, spiegandogli, che il piccolo nodo (GROP),  posto al centro del braccialetto, era un modo per non dimenticare e portare sempre con loro, tra i sentieri della montagna del Friuli Venezia Giulia, tutte quelle persone morte tra quelle montagne, mentre il colore bianco e lo straccio, rappresentavano la solidarietà,l’onestà e l’umiltà. L’uomo gli donò il “GROP” e lo pregò di fare altrettanto, se sul suo cammino, avesse trovato persone speciali che lo meritavano, continuando una tradizione, che a lui era stata trasmessa dai sui vecchi. L’uomo gli spiegò anche, che non avrebbe dovuto preoccuparsi o dispiacersi se perdeva tra i sentieri il “GROP”, in quanto quella era la sua naturale fine o destino, cioè quella di scomparire, come d’incanto,su qualche montagna amata particolarmente da una di quelle anime, racchiuse in quel piccolo, grande nodo del “GROP”.



IL LIBRO DEGLI OSPITI.




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...