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martedì 14 giugno 2016

FESTIVAL DELLE ALPI A RESIUTTA

FESTIVAL DELLE ALPI

www.festivaldellealpi.it/

FESTIVAL DELLE ALPI 2016
Resiutta –Borgo minerario del Resartico (Val Resia)
Programma

SABATO 18 GIUGNO 2016
NELLE MONTAGNE DI IGNAZIO PIUSSI:
IL LAVORO E L’ECONOMIA IN MONTAGNA IERI E OGGI
Sala polifunzionale ex scuole di Resiutta

ore 16.30:
Saluti:
- Francesco Nesich Sindaco del Comune di Resiutta
- Antonio Zambon Presidente CAI-FVG
- Andrea Beltrame Presidente Ente parco naturale delle Prealpi Giulie

Intervengono:

- dott. Alessio Fornasin Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche - Università di Udine
“I lavori tradizionali della montagna friulana”
- Alessandro Piussi Onlus Ignazio Piussi
“Il lavoro in montagna dai racconti di Ignazio Piussi”
- dott. Sergio Zilli Dipartimento Studi Umanistici - Università di Trieste
“Spazio del lavoro per i giovani nella montagna friulana”
- Interventi liberi

DOMENICA 19 GIUGNO 2016
FESTA DELLA MINIERA
RINVIATA A DOMENICA 26 GIUGNO
Borgo minerario del Resartico – Resiutta (UD)
ore 9.00: Ritrovo presso Mostra della miniera e partenza della visita guidata alla valle del Rio Resartico e
al borgo minerario.
ore 12.30: Incontro conviviale per tutti i partecipanti.
ore 14.00: Visite guidate alla galleria principale della miniera (fino alle ore 16.00).
Funzionerà servizio trasporto dal parcheggio di Povici di Sopra al guado del Rio Resartico.
In caso di maltempo la manifestazione verrà rimandata a domenica 26 giugno 2016.
L’escursione è aperta a tutti. Sono richieste calzature e abbigliamento adeguato



domenica 20 settembre 2015

LA MALGA DELL'ALPINISMO


LA MALGA DEL PIUSSI



MALGA DELL'ALPINISMO

MALGA DELL'ALPINISMO

MALGA DELL'ALPINISMO

MALGA DELL'ALPINISMO

CENTRO ESPOSITIVO-DIDATTICO
MALGA DELL’ALPINISMO

Località Sot Cregnedul – Sella Nevea (UD)
Il centro espositivo-didattico denominato “MALGA DELL’ALPINISMO”, in Località Sot Cregnedul presso Sella Nevea, è stato realizzato per ricordare la figura dell’alpinista Ignazio Piussi, originario della Val Raccolana e gestore della vicina Baita negli ultimi anni della sua vita.


Nel centro espositivo-didattico viene proposta una descrizione della storia dell’alpinismo nelle Alpi Giulie occidentali, attraverso un percorso, organizzato in sequenza in una sequenza di pannelli con testi e foto, in cui ne vengono illustrati i protagonisti principali, dagli albori ai giorni nostri, in questo percorso storico ad Ignazio Piussi si affiancano le guide valligiane, iniziatori della tradizione alpinistica montanara; i pionieri dell’800 e primo 900, che hanno rappresentato il riferimento a cui Piussi si è ispirato; gli arrampicatori di Cave del Predil, con cui ha iniziato ad arrampicare e compiuto le prime imprese; gli alpinisti delle ultime generazioni, che da lui hanno raccolto il testimone ripetendone le vie e proseguendo l’attività di ricerca sulle pareti delle  Giulie.

Ad Ignazio Piussi è dedicata inoltre un’esposizione di cimeli,legati alle tappe più significative della sua carriera alpinistica.

PER INFORMAZIONI E VISITE  RIVOLGERSI IN LOCO AL RISTORO.

LA MALGA DEL PIUSSI Tel.335.6466385

ONLUS IGNAZIO PIUSSI Tel.333.5824935

APERTURA: DA GIUGNO AD OTTOBRE TUTTI I GIORNI ORARIO CONTINUATO.


LA MALGA DELL'ALPINISMO






venerdì 20 dicembre 2013

LA MALGA DELL'ALPINISMO IGNAZIO PIUSSI



LA MALGA DELL’ALPINISMO
In ricordo di Ignazio Piussi.

La MALGA DELL'ALPINISMO sarà inaugurata Sabato 21 Dicembre 2013 alle ore 14.00
Presso Sella Nevea-Sot Cragnedul
Comune di Chiusaforte (UD)





venerdì 22 novembre 2013

IGNAZIO PIUSSI "LADRO DI MONTAGNE" FILM


MARTEDI 26 NOVEMBRE 2013
ORE 20.30
LA ONLUS IGNAZIO PIUSSI
IN COLLABORAZIONE CON
STORICA OSTERIA CAVICJ
ED ESCURSIONANDO NET

ORGANIZZA PRESSO LA STORICA OSTERIA CAVICJ
BASALDELLA (UD)
LA PROIEZIONE DEI SEGUENTI FILMATI:
“LADRO DI MONTAGNE
IGNAZIO PIUSSI:MONTANARO,ALPINISTA,ESPLORATORE”
REGIA:NEREO ZEPER

“ABIMES”
REGIA:GILBERTI DASSONVILLE

“UNA CORDATA EUROPEA”
REGIA:LOTHAR BRANDLER
INGRESSO GRATUITO
APERTO A TUTTI

lunedì 14 ottobre 2013

ASSOCIAZIONE ONLUS IGNAZIO PIUSSI UDINE



http://onlusignaziopiussi.wordpress.com/


ASSOCIAZIONE ONLUS IGNAZIO PIUSSI
UDINE


PER INFO:


“La nuova associazione, con sede a Udine, si propone di diffondere e valorizzare la conoscenza della natura e della cultura della montagna, in particolare quella friulana, ispirandosi all’opera ed al pensiero di Ignazio che ha legato tutta la sua esperienza di vita alla montagna, non solo come alpinista e sportivo, ma innanzitutto come montanaro.”

Con l’iscrizione all’anagrafe ONLUS della Regione Friuli Venezia Giulia nell’aprile 2010, è stata sancita ufficialmente la nascita della ONLUS IGNAZIO PIUSSI dedicata al Grande Alpinista scomparso nel 2008 e costituita nel dicembre 2009 da parte di un gruppo di familiari e amici.
La nuova associazione, con sede a Udine, si propone di diffondere e valorizzare la conoscenza della natura e della cultura della montagna, in particolare quella friulana, ispirandosi all’opera ed al pensiero di Ignazio che ha legato tutta la sua esperienza di vita alla montagna, non solo come alpinista e sportivo, ma innanzitutto come montanaro.

Un primo tributo è stato la nascita della Scuola di Alpinismo di Gemona del Friuli, diretta dai soci della ONLUS Daniele Picilli e Maurizio Callegarin, dedicata a Ignazio Piussi e ad Angelo Ursella, giovane promessa dell’alpinismo friulano prematuramente scomparso sull’Eiger nel 1970.

I Pricipali obiettivi della ONLUS IGNAZIO PIUSSI sono i seguenti:

- Diffondere la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente quelle friulane, la difesa del loro ambiente naturale, in linea con il pensiero e l’opera di Ignazio Piussi, ispirandosi anche alle imprese e alla vita alpinistica friulana delle quali intende fare divulgazione;
- Promuovere l’alpinismo esplorativo per la migliore conoscenza dell’ambiente, organizzare progetti alpinistici e spedizioni.
- Intende inoltre promuovere attività culturali attraverso attività da proporre sul territorio nazionale ed estero attraverso i propri soci con lo scopo di diffondere la cultura della montagna anche attraverso convegni,conferenze,dibattiti,seminari,proiezioni di film e documenti;
- Promuovere attività editoriali attraverso la pubblicazione di opere inerenti la cultura alpinistica.
- Promuovere attività pratica attraverso l’organizzazione di studi specifici sul territorio ed eventuali spedizioni nazionali ed extraeuropee anche inerenti all’alpinismo esplorativo.
Per tutto questo e tanto altro ancora cerchiamo una Montagna di Soci per rendere Grande questo Magnifico Progetto per Ricordare il Nostro Grande IGNAZIO PIUSSI.

Buona Montagna a tutti voi .
Il Presidente
Alessandro Piussi

SCARICA LA SCHEDA DI ADESIONE

LA QUOTA ASSOCIATIVA E' STATA FISSATA IN EURO 10

Grazie Mille. Buona Montagna e Felice Vita a tutti voi. Mandi

venerdì 21 giugno 2013

FESTIVAL DELLE ALPI 2013.CHIUSAFORTE - VAL RACCOLANA (UD)



FESTIVAL DELLE ALPI 2013
EVENTI IN CONTEMPORANEA NELL’ARCO ALPINO ITALIANO.
"NELLE MONTAGNE DI IGNAZIO PIUSSI"

CHIUSAFORTE (UD)
VAL RACCOLANA

22/23 GIUGNO 2013



giovedì 6 giugno 2013

MALGA SOT CREGNEDUL .IL REGNO DI IGNAZIO PIUSSI








MALGA SOT CREGNEDUL
Localita Sot Cregnedul - Sella Nevea, Chiusaforte (UD)

TELEFONO 3356466385

Da sabato 8 giugno aperto tutti i giorni

 

lunedì 11 marzo 2013

LASSU PER LE MONTAGNA-RICORDANDO IGNAZIO PIUSSI


LASSU' PER LE MONTAGNE -
RICORDANDO IGNAZIO PIUSSI

Venerdì 15 marzo - ore 21.00
Udine - Auditorium Menossi


Il "Ladro di montagne" come è stato definito dal Regista Nereo Zeper, scomparso a Gemona del Friuli nel giugno del 2008, uno dei Grandi Alpinisti del periodo che va dagli anni 50 al 70


martedì 17 giugno 2008

IGNAZIO PIUSSI





PIUSSI, UN VERO GRANDE.

Un articolo di Luciano Santin apparso sul Messaggero Veneto del 17 giugno 2008.



"Il primo ricordo,è di qualche tempo fa, a Cragnedul:un omone ruspido, che spillava la birra e ammanniva polenta e frico. Un omone che non poteva essere lui, perché le icone non scendono dagli altari della memoria privata (tanto più alti di quelli della popolarità mediatica), e se lo fanno deve essere per ostentare la propria gloria, non per servire ai tavoli. E invece era proprio lui. Ignazio Pissi.


Il secon do e ultimo ricordo non è personale , ma una testimonianza di Roberto Sorgato , compagno di cordata e sodale di una vita. Il settantatreenne Ignazio, asciugato dal male , ma ancora ferocemente diritto nella sedia a rotelle sui tornanti della strada di Nevea , a sorvegliare i lavori di miglioria alla malga e a far progetti . A inizo giugno, poco prima del ricovero in ospedale e della scomparsa, nello stesso giorno dell’anno in cui è morto Ernesto Lomasti, STELUTIS gliela canteranno a tutti e due,ora al vecchio e al ragazzo.


Mandi,Ignazio. Come dice Roberto Mazzilis,con te se ne va qualche cosa di grande e di nobile. Grazie per la storia, che hai saputo raccontare così bene-nel senso della sincerità e della chiarezza-e che così bene Nereo Zeper ha saputo restituire in LADRO DI MONTAGNE. La storia di un alpinista che negli anni d’oro è stato il più forte in Italia (sono giudizi di Cassarà e Messner),ma anche di un uomo profondamente radicato nella sua terra attraverso il lavoro in bosco e in miniera,nel bracconaggio e nel lavoro con il soccorso alpino nella Geenna del Vajont.


Nel 1935 Raccolana è la “Valle dei maagri”,dove il sole marca visita da novembre a febbraio, e dove tre stretti pastini strappati al monte bastano a creare il toponimo “Piani”. Il 22 aprile ,a Pezzeit, alla prole di Giuseppe e Verginia Pissi(sei ,più due morti bambini), si aggiungono Ignazio e Libera.La nascita è salutata con una battuta realistica più che cinica:”mi è muarte la cjare,mi è crepat il purcel,e cumò mi nassin doi gimui”.Ignazio conosce subito il destino dei ragazzi del posto:a lavorare prima dietro le pecore,poi,più grande, nei boschi. Però guarda alle cime. Lo chiamano in alto l’innnata vocazione per la caccia, e anche il dna del bisnonno, il vecchio Pucich, tra le prime guide del posto ee del prozio Osvaldo Pesamosca,uno dei fedelissimi di Kugy. In piena guerra la famiglia si trasferisce a Tarvisio,.in una fattoria liberata dalle “opzioni” di Mussolini e Hitler. E’ un miglioramento economico ,ma appena può il piccolo Ignazio torna in Raccolana, perché gli mancano i monti.


Quando è grande comincia  a fare sul serio. A diciannove anni, sulla parete nord el Piccolo Mangart di Coritenza, una scarica di pietre si porta via viveri,maglioni,sacchi a pelo e gli frattura un dito. Lui continua a salire ,da primo, ed esce in vetta dopo un gelido bivacco in staffa. Poco tempo dopo  cade planando dal trampolino da sci, e finisce in coma. La spalla sinistra, gravemente lussata, non andrà più a posto, ma i problemi all’articolazione(che alle volte uscirà da sola), non saaranno un limite per Ignazio,capace di aprire nuove vie con il quadricipite di una gamba intaccato da una scheggia , o con una mano maciullata . Il Mangart, i Pilastri orientale e occidentale della veunza nord , lo spigolo Deye in solitaria, non hanno l’eco che meritano. Eppure Piussi è già oltre il 6°, e se ne accorge quando ripete per primo e facilmente , la Lacedelli alla Scotoni,la via più ardua delle Alpi. Gli scoiattoli (questo lo assicurano i francesi) avevano scalpellato via qualche appiglio chiave, nell’attesa di un Bonatti o un Maestri  che provassero la ripetizione, e magari ci si scornassero. Invece arriva lo sconosciuto furlan ,che passa senza neanche la piramide umana prescritta, e dice che il Mangart è più duro. Così al cronista del giornale veneto non resta che rimmettersi in tasca il taccuino : è il 55,l’anno prima Lacedelli ha glorificato la Patria sul K2, e come s fa ad avallare una DIMINUITIO del genere?


Al fine anni 50 Ignazio viene ingaggiato per Don Libero Pelaschiar, prete e scalatore triestino, per fare qualche salita in Lavaredo  ai suoi ragazzi del campeggio di Federavecchia. E lui non si limita alle “NORMALI”: Spigolo Giallo, Preuss e Cassin alla Piccolissima (“non era male perché Don Libero mi pagava cinquemila lire al giorno più il mangiare, comunque tutto durava ventio giorni e poi bisognava andare in bosco”). Per mangiare, oltre che il boscaiolo  Piussi fa il muratore. Intanto apre con Redaelli la superdirettissima alla Sud della Torre Trieste, e i chiodi a pressione provocano qualche polemica. Altre polemiche seguono la salita al tragico pilone del Freney, con Desmaison e Julien (con il taxi dalla Valcanale a Cormayeur pagato dal Tarvisiano, con una colletta,fatto unico nella storia dell’alpinismo). Su un terrazzino i tre si incontrano con Whillans, anche lui impegnato sul tratto finale della via, e rimasto senza materiale . Il britannico assicura di voler faare cordata unica , così gli danno un po’ di chiodi, per vedersi anticipati di brutto. Ma tutti riconoscono  anche a Piussi  la “prima”. Nell’occasione Julien scrisse così di lui: “L’uomo e l’alpinista più impressionante che abbia visto nella mia carriera . Personalmente lo giudico il più grande del mondo”.

Nel 1962 Ignazio vince il Pilastro Nord del Piccolo Mangart di Coritenza. L’anno dopo,assieme a Radaelli e Hiebeler, compie da capocordata la prima ripetizione invernale della Solleder-Lettenbauer,con sette bivacchi. Segue il periodo del Eiger. Il maltempo respinge Piussi 17 volte sulla Nord. Nessuno ce l’’ha faatta a salvare la pelle tante volte. Nessuno è ritornato da così in alto: quattro tentativi arrivati oltre il primo ghiacciaio ,due oltre il secondo.

Nel 65,con Sorgato e Mazeaud, atacca la Punta Tissi: una scarica di sassi sfonda il casco del francese e fracassa la mano ad Ignazio. Tecnicamente la via è incompleta , perché la cordata deve obliquare a sinistra verso la Punta Civetta. Ma al momento dell’incidente le difficoltà più grosse erano già state superate. Due anni dopo,l’ultima impresa Dolomitica: lo Spigolo NO della Cima SU Alto,800 metri in parte artificiali.


Seguono le spedizioni extraeuropee: due volte in Himalaya,a Churen Himal, e al Lhotse(mancati, benché per la seconda cima si fosse mobilitato il fior fiore dell’alpinismo italiano, da Gogna a Messner),altre due in Antartide con un raid di tre settimane assieme a Marcello Manzoni,costellato da salite in solitaria . Se le difficoltà alpinistiche non sono rilevanti,le condizioni ambientali rendono l’impresa la più difficile in assoluto compiuta dallo scalatore friulano.


L’ultima impresa è del dicembre del 1975, l’invernale della Cengia degli Dei, che fallisce (ci riusciranno Meroi,Benet e Vuerich), poi Piussi si dedica, con esito non felice, ad attività imprenditoriali che lo staccano definitivamente dall’attività in Montagna. Alla fine, il ritorno a Piani, e al posto di ristoro di Cregnedul, dove è rimasto sino all’ultimo."



www.escursionando.net

sabato 14 giugno 2008

IGNAZIO PIUSSI






Caro Ignazio, sono sicuro che in questo istante, mentre sto scrivendo queste righe, tu sei seduto in cima alla montagna più alta dell'universo, intento con tutti gli altri amici che hai trovato in vetta, a guardare i nostri pensieri  che vi stringono forte, forte. Non ti preoccupare noi non vi lasceremo mai soli. Vi porteremo sempre con noi in ogni nostra montagna e , quando arriveremo al confine tra la terra e il cielo,guardando in alto,sentiremo distintamente il calore delle vostre carezze.


Voi vivrete per sempre nei battiti di un cuore unico, il cuore della gente di montagna.



Mandi Ignazio e Grasie.



Dorino.



LETTERA ALLA MONTAGNA.

di Dorino Bon



Cara Montagna, Caro Amore mio. Sono qui davanti al bianco puro ed infinito di un foglio di carta. Sono qui, mentre mi tengo stretto ad una penna, deciso a parlarti, a confessarmi, a dirti ciò che fino a questo momento non ti avevo mai detto. Tu sei il nostro amore, la nostra più grande passione, il meraviglioso motivo per il quale molti di noi ,e siamo veramente tanti, questo lo sai, vanno avanti stringendosi forte a te per riuscire a superare tutto il niente che li ostacola quaggiù nel frenetico e chiassoso basso. Tu, solo tu sai esattamente in cosa consiste e quanto è grande il nostro amore per te, per i tuoi colori, per la bellezza e severità delle tue pareti, per la mestosità della tua statura, per i tuoi sentieri e per la loro incantevole storia, per i tuoi meravigliosi silenzi, per i tuoi eleganti mantelli bianchi e verdi che indossi, per le musiche e per le emozioni infinite che ci doni in continuazione. Tu, solo tu sai tutto quello che noi siamo, quanto ci attrai, quanto stiamo bene accanto a te. Solo tu sai quanto è più facile la vita se ci appoggiamo a te. Si, tu lo sai benissimo quanto ti Amiamo ed è proprio per questo che ci hai sedotto, ammaliato, ci hai fatto innamorare lentamente di te, non ci hai obbligati a farlo, ci hai parlato con le tue voci suadenti, ed eccoci qua, a cercarti in continuazione per poter respirare nel modo più bello. Eccoci qua in fila davanti a te, ognuno a suo modo innamorato di te, del tuo viso, dei tuoi vestiti, della tua voce, del tuo corpo e tu, come una vera donna di classe, sei li meravigliosa, sorridente e un po’ triste alle volte, sei li che ci lasci fare, quasi divertita e soddisfatta nel vederci felici in tua compagnia. Sei li davanti a noi, con noi, alle volte fredda e distaccata, alle volte pensierosa, ma comunque sempre li per noi che ti Amiamo, pronta e disponibile sempre per farci salire in spalla e portarci lassù in alto ad un passo sopra l’azzurro del cielo.. E noi, pazzamente innamorati di te continuiamo, nonostante tutto, nel tentativo di far breccia nella tua corazza, di sentire i battiti del tuo cuore, la musica stupenda del tuo Amore, ma tu come una Grande Signora, ti neghi e cerchi in tutti i modi di scansarci con grande disinvoltura, sembra quasi che tu ci voglia a tutti i costi mandare via, ma poi, come farebbe una madre, ci accarezzi nuovamente e ci tieni vicino a te. E noi a quel punto, non ci fermiamo, non ci allontaniamo da te, anzi, insistiamo sempre di più, cerchiamo in tutti i modi di starti più vicino, di sentirti, di sedurti e parlarti, si insistiamo perché ormai siamo tutt’uno , sappiamo molto bene quello che ti piace, anche se sappiamo che per te innamorarsi significa soffrire, ma ugualmente, forse incoscientemente, spinti e accecati da questo grande amore, in molti cerchiamo di farti innamorare, chissà forse per sentirti più nostra. Proprio per questo ti stiamo sempre più vicino, perché forse quello che ci dai non ci basta più e comunque è sempre superiore a quello che abbiamo laggiù nel basso. Giorno dopo giorno, ti facciamo una corte spietata, cerchiamo in tutti i modi un contatto con te, con il tuo meraviglioso essere, e tu, nonostante tutto stai al gioco. Un tira e molla sincero, vero, fatto di mille giochi, ma anche di sofferenza e fatica, ma tu sei sempre li assieme a noi, complice e meta del nostro amore. Tu sei sempre con noi, assieme alle nostre anime , ai nostri cuori, alle nostre menti e ai nostri corpi. Tu vivi assieme a noi, fai parte della nostra vita, ci conosci meglio di chiunque altro ed è per questo che di tanto in tanto, anche tu finisci per essere sedotta, anche tu nulla puoi contro l’essere speciali di alcune persone. Anche tu a quel punto ti innamori e perdi la testa. Troppo Speciali, Tropo Buoni. Loro i tuoi Amori, hanno saputo fare qualche cosa che altre migliaia di persone non hanno saputo fare. Questi tuoi Amori sono riusciti ad entrare in qualche modo, nella tua corazza e hanno avuto il privilegio di toccare con mano i battiti meravigliosi del tuo stupendo cuore. Tu lo so, hai fatto di tutto perché questo non avvenisse, lo so, sicuramente non volevi soffrire, ma loro sono stati bravi, speciali,unici, sono riusciti a parlarti meglio di chiunque altro e tu non hai potuto fare altro che cedere, ti sei arresa e con tutto il tuo amore gli hai risposto. Troppo Speciali, Troppo Unici, Troppo Grandi, Troppo Belli nella loro personalità. Loro hanno saputo darti quel qualche cosa di più, di Grande di Puro e Vero. E tu, dopo aver tentato invano di fuggire, alla fine te ne sei innamorata, li hai stretti a te forte, forte, gli hai donato il tuo Grande abbraccio quello più estasiante portandoti via la loro anima e il loro cuore per sempre. Ma noi, mio caro amore, continuiamo ad marti, nonostante tutto e nonostante questo, continuiamo a tenerti stretta nei nostri cuori, continuiamo a sedurti a starti vicino, consapevoli che ci vedi e ci stai sempre accanto, consapevoli che ti potresti innamorare anche di noi. Continuiamo lo stesso a preferirti a molti altri, perché tu sei e sarai per sempre il nostro amore. Continueremo a viverti e a farci portare i spalla da te e ogni genziana che tu ci farai vedere, sarà il battito di un tuo amore, una persona speciale che ti sei presa, un amico da ricordare.



Buonanotte Montagna, Buonanotte Amore mio.



Dorino Bon

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