Visualizzazione post con etichetta ALPI OCCIDENTALI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALPI OCCIDENTALI. Mostra tutti i post

venerdì 10 maggio 2019

DENTE DEL GIGANTE MONTE BIANCO

DENTE DEL GIGANTE MONTE BIANCO MT.4014 Ph:Reboldi Andrea per IN CIMA



DENTE DEL GIGANTE MONTE BIANCO MT.401

Ph:Reboldi Andrea
ALPI OCCIDENTALI- GRUPPO DI ROCHEFORT

IN CIMA è un gruppo composto da oltre 8.500 alpinisti che condividono più di 65.000 immagini di cime della montagna italiana.

domenica 5 maggio 2019

CIMA SASSO




CIMA SASSO MT 1916

Alpi Occidentali
Alpi Lepontine
Gruppo Laurasca
Verbania
Piemonte


 
Qui sopra una delle oltre 65.000 immagini che potrete ammirare su IN CIMA dove più di 8.500 alpinisti condividono le loro immagini di cime della montagna italiana.

Eleonora Prassino è uno degli oltre 8500 alpinisti che contribuiscono ad implementare con le loro stupende immagini questo importantissimo gruppo. Guarda le altre immagini di Eleonora Prassino

lunedì 8 aprile 2019

CRISTO DELLE VETTE AL BALMENHORN

CRISTO DELLE VETTE AL BALMENHORN MT.4167 Ph:Corrado Martiner Testa




CRISTO DELLE VETTE AL BALMENHORN
MT.4167 
Valle D’Aosta
GRUPPO MONTE ROSA
Alpi Occidentali - Alpi Pennine
Aosta
Ph:Corrado Martiner Testa


IN CIMA è un gruppo composto da oltre 8.500 alpinisti che condividono più di 65.000 immagini di cime italiane.


 Corrado Martiner Testa



mercoledì 20 giugno 2018

LA MONTAGNA ITALIANA IN 60000 IMMAGINI

GRAN ZEBRU KONIGSSPITZE’ MT.3859 Ph:Roberto ZAINA






































GRAN ZEBRU KONIGSSPITZE MT.3859
ALPI OCCIDENTALI – ALPI RETICHE – GRUPPO ORTLES CEVEDALE
LOMBARDIA E TRENTINO ALTO ADIGE
Sondrio e Bolzano

Ph:Roberto Zaina

Continua il successo del Gruppo IN CIMA. Il Gruppo composto da oltre 8400 alpinisti ha fino ad oggi messo online sul web più di 60.000 immagini di cime della montagna italiana, contribuendo così a portare la montagna anche a casa di chi in montagna non ci può salire.


L'immagine qui sopra è stata scatta da uno dei membri più attivi di IN CIMA Roberto ZAINA (GRAN ZEBRU' MT.3859)


GUARDA TUTTE LE ALTRE IMMAGINI DI IN CIMA

martedì 28 maggio 2013

DESCRIZIONI E IMMAGINI DI ESCURSIONI NELLE ALPI E APPENNINI



ANFABLOPIR.COM
DESCRIZIONI E IMMAGINI DI ESCURSIONI SU 
ALPI COZIE,ALPI MARITTIME,ALPI LIGURI,APPENNINO,ALPI APUANE

ANFABLOPIR.COM
HOMOAPPENNINICUS

PRESENTAZIONE SEMISERIA


“Chi è l'homo appenninicus?

All'inizio, troviamo l'homo appenninicus a cimentarsi con escursioni che si sviluppano su terreno quasi completamente pianeggiante, o costeggiano o intersecano strade asfaltate o sterrate, talvolta puntando dirette ed oneste a trattorie e locande; ma presto gli si schiudono innanzi le infinite possibilità e ricchezze del mondo appenninico, ed eccolo anche per prati, boschi, pendii poco scoscesi, crinali.
Nato generalmente in pianura o in riva al mare, più raramente in collina, l'homo appenninicus non ha infatti naturale confidenza con l'ambiente montano, entrando in contatto con la montagna solo nel corso della sua esistenza adulta, e spesso per caso.
Scopre che gli è congegnale e vicina, per indole e spesso anche geograficamente, la montagna appenninica: erbosa, boscosa, arrotondata, che si raggiunge senza troppa fatica, senza mai vedere precipizi e con scarse possibilità di perdere la strada.
Anche se la sua è una forma di escursionismo ad uno stadio ancora embrionale, l'homo appenninicus comincia però ad assaporare quelle stesse gioie che sono alla base della passione del suo più illustre e temerario collega, l'alpinista.
Da un lato, la soddisfazione per la conquista di una vetta, seppur modesta; di un panettoncino arrotondato e completamente erboso, di una punta così poco marcata e significativa da non distinguersi facilmente dal resto del crinale; dall'altro la gioia di "elevarsi" e godere di una pur piccola vista, su spicchietti di pianura, una valletta, o su un laghetto altrimenti nascosto.

Suo malgrado, verso le Alpi!

Così passano le stagioni, finchè un bel momento, sospinto dalla calura estiva, e - perché no - anche da una moderata curiosità, l'homo appenninicus abbandona il suo habitat naturale per volgersi all'ambiente alpino.
Preferendo da sempre sterrati e comode mulattiere, sentieri in mezzo al bosco, moderati pendii erbosi, ed il colore verde di prati e alberi al marrone e grigio delle rocce e al bianco della neve (e del ghiaccio), il severo ambiente alpino coi suoi grandiosi scenari gli incute un giustificato e naturale timore.
Il suo problema principale diviene allora la scelta di escursioni adatte alla sua indole, più amante delle rotondità montuose e dei dolci declivi semi collinari, e viceversa aborrente gli aguzzi e precipitosi profili alpini.
Punti di riferimento obbligati per la scelta delle sue escursioni sono in primo luogo le cartine.
L'homo appenninicus evita accuratamente quegli itinerari e sentieri che le cartine convenzionalmente segnano:
1) con crocette rosse. Si tratta di ferrate, ovvero sentieri attrezzati con scalette in ferro e altre diavolerie, che implicano l'uso di attrezzature per l'assicurazione e autoassicurazione, quali imbraghi, moschettoni e caschetti.
2) con puntini rossi (vedi foto 2). Sono sentieri "in parte difficili", ma senza che sia dato sapere in anticipo precisamente perchè difficili: a volte presentano problemi di orientamento, svolgendosi su terreno infido e scosceso; generalmente itinerari segnalati, implicano però una capacità di muoversi agevolmente su terreni anche insidiosi, su pietraie, o nevaietti, o su pendii aperti e privi di punti di riferimento; a volte ci sono invece tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche; in altri casi è richiesto passo sicuro e assenza di vertigini. Oltre che, ma questo sempre, equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguata.
Se i sentieri "crocettati" e "puntinati" sono certamente da scartare, non è detto comunque che gli altri sentieri, quelli segnalati con una linea continua rossa o - più spesso - con linea tratteggiata rossa, siano di per sé adatti all'indole appenninica.
Le cartine da sole non sono quindi sufficienti, e l'homo appenninicus è costretto a ricorrere a libri e guide per trovare consiglio ed ispirazione per nuove avventure; talvolta anche l'esperienza diretta ed il racconto di altri escursionisti si rivelano preziosi.
Ma come essere certi che siano, queste fonti, veramente affidabili? Che vadano bene anche per l'homo appenninicus? Ecco una possibile risposta: imparare a leggere al di là delle parole..

Le subdole descrizioni degli itinerari non ingannano l'homo appenninicus….

Le escursioni descritte nei libri di montagna sono passate, per così dire, ai raggi X dall'homo appenninicus, che negli anni ha imparato a leggere tra le righe, e a compiere sottili analisi lessicali.
E' noto infatti come gli autori di libri e guide escursionistiche siano quasi sempre provetti alpinisti, a volte un po' troppo frettolosi nel minimizzare quelli che possono rivelarsi seri problemi per l'homo appenninicus.
Istintivmente l'homo appenninicus ha sviluppato un occhio particolare per certe espressioni che più o meno inconsciamente sfuggono dalla penna di questi autori-alpinisti, e ha imparato a fiutare la possibilità del pericolo dietro frasi apparentemente innocenti, quali "si risale per magri pascoli", "si guadagna la vetta per facili roccette", "si segue il filo di cresta" e simili.
Parecchi sono i vocaboli che suonano come campanelli di allarme per l'orecchio appenninico, o addirittura risultano banditi dal suo vocabolario. Ad es., tra i sostantivi, troviamo "cengia" (e specialmente il vezzeggiativo "cengetta"), "canale" (e derivati, con speciale attenzione al diminutivo, "canalino", più insidioso rispetto a "canalone"), "cornice", "paretina", "placca", "diedro", "salto" (e anche "saltino"), "terrazzo" (anche se erboso), "traverso" (ma non "traversata" e "attraversamento", vocaboli da valutare volta per volta). Tra gli aggettivi degni di menzione sono i diffusi "aereo" ed "esposto" (riferito a sentiero), oltre che "dirupato", "strapiombante" e "vertiginoso".
Sicuramente allarmante è infine l'uso, da parte dell'autore, di numeri ordinali (I, II, III, IV, etc).
Da valutare di caso in caso, invece, sono innanzi tutto quelle espressioni che esprimono valutazioni personali dell'autore. Alcuni esempi ricorrono assai spesso nei libri di montagna: "divertente arrampicata" (occorre domandarsi sempre: ma divertente per chi? L'autore - non dimentichiamolo, un alpinista - sta probabilmente pensando al suo divertimento), "non ci sono difficoltà oggettive" ("oggettive"? vedi sopra) e "elementare passaggio" (idem).
Altri vocaboli o frasi da considerare attentamente nel contesto più generale dell'escursione sono ad esempio: "sfasciumi" (vocabolo pur sempre migliore del più oscuro "detriti"), "gradoni erbosi", "ripida salita", "si risale per cresta", "franoso canalone", "sentiero panoramico" (verificando che l'autore non usi "panoramico" come sinonimo di "aereo" o "esposto"), e simili.
Una descrizione del tipo di roccia è sempre un segnale negativo per l'homo appenninicus, il quale è solitamente disinteressato alla friabilità o meno della roccia, alla presenza di appigli, o al suo colore (le rocce, per lui, fanno solo parte del panorama). Così la frase "rocce verdastre ben appigliate" suona come un invito all'homo appenninicus a cambiare destinazione. (Si noti inoltre il "verdastre": statisticamente qualcosa di "verdastro", "rossastro", o "nerastro" è più insidioso di qualcosa che è, più semplicemente, "verde", "rosso", o "nero").
Naturalmente è fondamentale la prova di consistenza: l'autore ha già usato altrove quella stessa espressione per descrivere un passaggio o una parte di gita che abbiamo già fatto? Si dimostra coerente nell'uso delle parole, specialmente degli aggettivi, e nella valutazione delle difficoltà?
Ma le cose, naturalmente, non sempre sono così difficili.
Ecco infatti, e per concludere, un esempio di itinerario che all'homo appenninicus non lascia dubbi sul da farsi:
"Dal punto più basso della placconata, poggiare a destra per saltini e cengette e guadagnare la base del diedro. Salire i primi metri sul fondo, superare lo strapiombo che lo chiude a sinistra (V) e con elegante arrampicata, superata una corta fessura, raggiungere un piccolo tetto nerastro, e quindi obliquando a destra su strapiombante cengetta (IV-) la terrazza."
(si noti che non si parla neppure della vetta, il tutto serve a raggiungere soltanto una terrazza).”


venerdì 1 marzo 2013

TREKKING ALPI







TREKKING ALPI
TREKKING GUIDATI SULLE ALPI OCCIDENTALI
di Roberto Calcagno

PRESENTAZIONE:

"Esci dall'ordinario e goditi un'avventura in splendidi paesaggi alpini. Trekking-Alps.com offre trekking di tutti i tipi. Prova i nostri trekking di più giorni, in stile selvaggio o più confortevoli. Trekking costruiti attorno ai tuoi interessi ti aspettano: se ti interessa la storia visiteremo forti e monumenti montani, se sei goloso proveremo i piatti prelibati piemontesi e se sei in cerca del selvaggio, andremo negli angoli più remoti delle alpi. Trekking-Alps offre gite adatte ai bambini e passeggiate impegnative per i più sportivi. Quando vuoi e come vuoi, da Aprile a Settembre Trekking-Alps è pronto a farti appassionare alla montagna. Week end o trekking lunghi ti aspettano! Un ambiente famigliare e disponibile ti accoglierà a braccia aperte con la passione a la voglia propria di chi ama la montagna da sempre! Riscopriamo il nostro splendido territorio: la bellezza è dietro casa!



Mi chiamo Roberto, ho 28 anni e sono una guida escursionistica ambientale dal 2009.
Sono nato a Torino e sono sempre stato attratto dalle vicine montagne. Ho iniziato a frequentarle da quando avevo 6 anni quando mio padre mi ha portato per la prima volta sopra i 3000m ed è stato amore a prima vista. Il mio spirito di avventura mi ha portato a visitare il mondo, semrpre alla ricerca di nuovi rilievi.
Nel 2007 ho provato, con uno sherpa a scalare un 6000 himalayano e un anno più tardi ero sui vulcani più alti del Cile. Dopo queste esperienze sono tornato sulle alpi, conscio del fatto che non hanno nulla da invidiare alle più alte e blasonate vette Andine ed Himalayane. Dopo tutte le mie peregrinazioni il mio consiglio è questo: venite a visitare le alpi.
Lo spirito della montagna è qui!
Le offerte che propone trekking-alps sono di due tipi:
Trekking Lunghi per chi vuole vivere un avventura. E' splendido svegliarsi e andare a dormire in ambiente montano ed è un esperienza che tutti dovrebbero fare.
 Week end naturalistici per chi vuole evadere per un paio di giorni dal tramtram quotidiano.
I trekking sono costruiti attorno alle esigenze del cliente. Se avete qualche necessità specifica faremo di tutto per accontentarvi. Storia, Natura, Cultura, Gioco,...
Tutto ciò vi aspetta sulle alpi Piemontesi.
Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi!
+39.338.66.08.548
Roberto"


Trekking Alps nasce dalla passione viscerale per la natura e mira a svelare al Mondo le bellezze delle alpi occidentali. Splendidi trekking guidati e bellissime idee su come passare il week end sia con una guida naturalistica sia in maniera indipendente.




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...