giovedì 28 novembre 2013

LE ALI PRENDONO IL VOLO DA BASALDELLA



LE “ALI” PRENDONO IL VOLO DA BASALDELLA.
IL PREMIO SAN MICHELE ARCANGELO PARTE DA BASALDELLA PER ATTRAVERSARE L'ITALIA.


Nel settembre del 2010 presso il Politeama di Lecce, veniva consegnato dal Capo della Polizia presente anche il Ministro dell’Interno,  il Prestigioso Premio San Michele Arcangelo, attribuito ai poliziotti poeti autori del libro “PAROLE D’ANIMA INDIVISA" nonchè a Pippo Baudo per la sua lunga carriera ispirata ai modelli positivi propri della Polizia di Stato.

Tra questi poeti-autori anche due friulani ,assistenti Capo della Polizia di Stato: Dorino Bon di Basaldella di Campoformido (UD) e Luca Secco di Nogaredo di Prato (UD)

Il riconoscimento è stato assegnato dalla Polizia di Stato a chi con la sua professione ha espresso coraggio,altruismo,solidarietà e legalità.

In questi giorni, il Prestigioso Premio, custodito proprio dai due poliziotti friulani, ha intrapreso un lungo viaggio che toccherà  diverse città Italiane, per non essere dimenticato e per portare testimonianza del suo alto valore, attraverso le mani degli altri 25 coautori  che hanno contribuito a raccontare una Professione difficile attraverso la loro Poesia. Il Premio al termine di questo viaggio lungo il nostro paese, rientrerà a Basaldella e Nogaredo tra circa due anni

Chiunque desiderasse ricevere copia del libro gratuitamente potrà richiederlo inviando una mail a doroma@libero.it


LO SBIRRO.

Tu cosa ne sai
del suono della nostra sveglia
che ci getta dentro ad un giorno senza fine
uguale a tanti altri,
dei nostri passi incerti
sulla strada dell’arrangiarsi,
fra le incognite e gli imprevisti,
sui pneumatici finiti
dei nostri mezzi.

Tu cosa ne sai
cosa significa
vivere in un numero di matricola,
in una statistica da compilare,
in una immagine da vendere
la domenica mattina.

Tu cosa ne sai
cosa significhi
fare i funamboli sulla tensione,
camminare su di una strada che non si vede
sfiorando in continuazione
il precipizio che ci rasenta
con il male,
mangiare i resti dei panettoni
e bere il fondo degli spumanti.

Tu cosa ne sai
di cosa significhi
estrarre a sorte i nostri domani,
mangiare un panino in piedi,
distruggere la famiglia
perchè ci credi.

Tu cosa ne sai
che voce ha la paura,
che colore ha la verità,
quanto è lungo un sacrifico.

Tu cosa ne sai
cosa significhi
stare dall’altra parte di una pistola,
di un pezzo di porfido,
di una spranga d’acciaio,
di una molotov che arde,
di uno sputo,
di un’offesa senza fine,
di un dolore indescrivibile.

Tu cosa ne sai
cosa significhi
vedere degli amici nei nemici,
dei nemici negli amici,
fare irruzione nella disperazione,
nel mondo immenso degli ultimi,
nell’universo del male imprevedibile
con la certezza,
che prima o poi,
quello che non vorresti mai,
potrebbe accadere.

Tu cosa ne sai
cosa significhi
scavalcare la morte
negli occhi sbarrati e finiti
di un ragazzo e del suo cuore fermato
dal mondo delle loro polveri,
sbattere contro il colore del sangue
che impregna i nostri sguardi
e si imprime nei nostri pensieri.

Tu cosa ne sai
di che cosa si prova
ad incrociare lo sguardo scolpito
nel corpo senza vita
di un bambino,
nell’urlo lancinante di una madre
a cui hanno strappato il cuore,
a sentire una lacrima
che scende di nascosto
bruciando la nostra pelle
dilaniando il nostro cuore.


Tu cosa ne sai
di quanto è pesante
sorreggere questa divisa
con l’umana fragilità
di uno Sbirro.

Tu ,
che dovresti sapere,
cosa ne sai,
di tutto questo
e tanto altro ancora,
tu,
cosa ne sai.


(Dorino Bon)

PENSIERI

Respiro nel silenzio della stanza vuota…
La mia cassa toracica si espande lentamente e ritmicamente
come un pendolo dal moto perpetuo ed incessante…
Avverto d’un tratto l’indefesso lavoro del mio organismo che,
anche se più volte bistrattato e martoriato,
non ha mai chiesto nulla in cambio…
Libero la mente al suono di un pianoforte
che accompagna i miei pensieri di stamani
lasciandomi cullare da una lenta, dolcissima musica classica
che quasi miracolosamente sento curare le mie più intime ferite…
Guardo fuori dalla finestra….
Il cielo terso sovrasta i tetti delle case ancor bagnati di rugiada…
Decido di andare a rinfrescare ancor di più la mente
ed esco a camminare nei campi,
in compagnia della malinconia di questi giorni e della
mia eterna solitudine che non mi lascia mai solo…   
 

(Luca Secco)


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