LA STRADA NEL BOSCO
I video racconti di Matilde,Daniele,Cosmo e Kiki
In questo VIDEO CANALE, Matilde racconta la sua vita "lenta e semplice" tra i monti dell'Appennino dell'Emilia Romagna.Potrete seguire la vita di Matilde anche sul suo profilo INSTAGRAM LA STRADA NEL BOSCO.
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martedì 9 maggio 2023
UNA NUOVA VITA NEI BOSCHI DELL'' APPENNINO
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giovedì 17 marzo 2022
LE MONTAGNE ITALIANE
MASSICCIO DEL MATESE MT.2050
MONTE MILETTO
APPENNINI APPENNINO SANNITA
MOLISE-CAMPANIA
(Campobasso, Isernia, Caserta e Benevento).
PH: BETELGEUSE ORIONS
IN CIMA è una realtà del web che raccoglie più di 100.000 foto e video di cime della montagna italiana condivise online da oltre 12.000 alpinisti
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lunedì 23 marzo 2020
DEDICATO A TUTTI COLORO CHE AMANO I SIBILLINI
AMANTI DEI SIBILLINI-NATURA E TREKKING
Un bellissimo spazio web dove oltre 16.000 amanti dei Sibillini condividono online foto e video scattati sui quei meravigliosi monti.
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Velino Sirente
giovedì 23 maggio 2019
UN PARCO CHIAMATO ITALIA
"Il Parco nazionale dei Monti Sibillini è un'area naturale
protetta che tutela il massiccio montuoso omonimo estendendosi tra le regioni
di Marche e Umbria, suddivisa su quattro province: Ascoli Piceno, Fermo,
Macerata e Perugia.
Si estende per una superficie di circa 71.437 ettari, su un terreno
prevalentemente montagnoso. Il paesaggio predominante è quello del massiccio
calcareo della catena degli Appennini, che in questa zona funge da tramite tra
le forme più morbide dell'Appennino tosco-romagnolo e le massime altezze
abruzzesi, assumendo tratti anche severi e scoscesi.
Dall'asse principale della dorsale appenninica degradano un
versante orientale e uno occidentale. Il primo è caratterizzato da una grande
varietà di paesaggi e ambienti naturali. I fondivalle dei fiumi e dei torrenti
si articolano in gole strette e impressionanti (come le suggestive Gole
dell'Infernaccio), create dalle attività telluriche e dall'erosione. Più in
alto numerosi boschi (soprattutto faggete) si cingono a corona delle valli
appenniniche con prevalente andamento nord-sud. Il versante occidentale degrada
dolcemente verso l'Umbria con una serie successiva di depressioni ad alta
quota, i famosi Piani di Castelluccio."
UN PARCO CHIAMATO ITALIA. Un viaggio virtuale tra i Parchi Italiani
UN PARCO CHIAMATO ITALIA. Un viaggio virtuale tra i Parchi Italiani
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mercoledì 15 maggio 2019
LUIGI TASSI FOTOGRAFIA
LUIGI TASSI FOTOGRAFO NATURALISTA
“Chi non ama aspettare, non può diventare un fotografo” (Sebastião Salgado.)
A pieno titolo anche Luigi Tassi entra a far parte di quello che è il bel mondo di "ALTE LUCI", spazio dedicato a tutti i fotografi che con le loro immagini si impegnano attivamente sul web, per valorizzare la montagna e le Terre Alte. Ogni giorni percorro questi magnifici "sentieri" e quando incontro Cose Belle di Montagna ve le segnalo molto volentieri.
BIOGRAFIA.
"L’essenza della fotografia in poche parole di uno dei più
grandi interpreti di sempre, Sebastião Salgado.
Ho iniziato a fotografare a 15 anni sviluppando in casa
prima il bianco e nero per poi passare al colore. Ormai sono passati più di
trent’anni da quando con la mia Canon F1 ho realizzato il primo scatto; una
camera straordinaria e robustissima, con il galvanometro nel pentaprisma e
senza esposimetro... totalmente manuale ma indistruttibile tanto che è ancora
perfettamente funzionante, un poco acciaccata dagli anni ma non perde uno scatto.
La fotografia è cambiata molto negli anni tuttavia il mio
personale modo di interpretare le immagini è rimasto lo stesso, forse un poco
retrò e démodé ma la natura non ha bisogno di elaborazioni per apparire in
tutto il suo splendore e continuare a meravigliare.
Reportage e fotografia d’alta quota ora occupano la maggior
parte del mio tempo che ho unito alla passione per l’alpinismo il trekking e
l’esplorazione.
Mi accompagnano nei viaggi e durante il lavoro le mie fide
Sony, non si lamentano mai e in silenzio mi fanno compagnia... il resto lo fa
la natura.
Ciao e buona luce a tutti."Nella foto sopra,camosci
Appenninici in posa su un crinale del Monte Prena con la temibile parete nord
del Camicia sullo sfondo
Parco
Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
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sabato 4 maggio 2019
APPENNINUM
APPENNINUM
Per chi ama l'Appennino (e non solo...)
APPENNINUM è Gruppo dedicato a tutti gli
appassionati di montagne dell'Appennino. Una valorizzazione del territorio dell'Appennino attraverso migliaia di foto di quel meraviglioso territorio montano condivise fra tutti coloro che amano la montagna.
lunedì 25 giugno 2018
APPENNINI E WEB
Pagina web dedicata a tutte le persone appassionate dell’Appennino e delle Alpi. Condivisione di immagini di tutti i territori montuosi del territorio italiano.
martedì 23 febbraio 2016
CLUB 2000 M

CLUB2000M
Il Club che raggruppa tutte le persone che hanno salito le oltre 240 vette dell'Appennino superiori ai 2000 metri.
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martedì 28 maggio 2013
DESCRIZIONI E IMMAGINI DI ESCURSIONI NELLE ALPI E APPENNINI
ANFABLOPIR.COM
DESCRIZIONI E IMMAGINI DI ESCURSIONI SU
ALPI COZIE,ALPI MARITTIME,ALPI LIGURI,APPENNINO,ALPI APUANE
ANFABLOPIR.COM
HOMOAPPENNINICUS
PRESENTAZIONE SEMISERIA
“Chi è l'homo appenninicus?
All'inizio, troviamo l'homo
appenninicus a cimentarsi con escursioni che si sviluppano su terreno quasi
completamente pianeggiante, o costeggiano o intersecano strade asfaltate o
sterrate, talvolta puntando dirette ed oneste a trattorie e locande; ma presto
gli si schiudono innanzi le infinite possibilità e ricchezze del mondo
appenninico, ed eccolo anche per prati, boschi, pendii poco scoscesi, crinali.
Nato generalmente in pianura o in
riva al mare, più raramente in collina, l'homo appenninicus non ha infatti naturale
confidenza con l'ambiente montano, entrando in contatto con la montagna solo
nel corso della sua esistenza adulta, e spesso per caso.
Scopre che gli è congegnale e
vicina, per indole e spesso anche geograficamente, la montagna appenninica:
erbosa, boscosa, arrotondata, che si raggiunge senza troppa fatica, senza mai
vedere precipizi e con scarse possibilità di perdere la strada.
Anche se la sua è una forma di
escursionismo ad uno stadio ancora embrionale, l'homo appenninicus comincia
però ad assaporare quelle stesse gioie che sono alla base della passione del
suo più illustre e temerario collega, l'alpinista.
Da un lato, la soddisfazione per
la conquista di una vetta, seppur modesta; di un panettoncino arrotondato e
completamente erboso, di una punta così poco marcata e significativa da non
distinguersi facilmente dal resto del crinale; dall'altro la gioia di
"elevarsi" e godere di una pur piccola vista, su spicchietti di
pianura, una valletta, o su un laghetto altrimenti nascosto.
Suo malgrado, verso le Alpi!
Così passano le stagioni, finchè
un bel momento, sospinto dalla calura estiva, e - perché no - anche da una
moderata curiosità, l'homo appenninicus abbandona il suo habitat naturale per
volgersi all'ambiente alpino.
Preferendo da sempre sterrati e
comode mulattiere, sentieri in mezzo al bosco, moderati pendii erbosi, ed il
colore verde di prati e alberi al marrone e grigio delle rocce e al bianco
della neve (e del ghiaccio), il severo ambiente alpino coi suoi grandiosi
scenari gli incute un giustificato e naturale timore.
Il suo problema principale
diviene allora la scelta di escursioni adatte alla sua indole, più amante delle
rotondità montuose e dei dolci declivi semi collinari, e viceversa aborrente
gli aguzzi e precipitosi profili alpini.
Punti di riferimento obbligati
per la scelta delle sue escursioni sono in primo luogo le cartine.
L'homo appenninicus evita
accuratamente quegli itinerari e sentieri che le cartine convenzionalmente
segnano:
1) con crocette rosse. Si tratta
di ferrate, ovvero sentieri attrezzati con scalette in ferro e altre
diavolerie, che implicano l'uso di attrezzature per l'assicurazione e
autoassicurazione, quali imbraghi, moschettoni e caschetti.
2) con puntini rossi (vedi foto
2). Sono sentieri "in parte difficili", ma senza che sia dato sapere
in anticipo precisamente perchè difficili: a volte presentano problemi di
orientamento, svolgendosi su terreno infido e scosceso; generalmente itinerari
segnalati, implicano però una capacità di muoversi agevolmente su terreni anche
insidiosi, su pietraie, o nevaietti, o su pendii aperti e privi di punti di
riferimento; a volte ci sono invece tratti rocciosi con lievi difficoltà
tecniche; in altri casi è richiesto passo sicuro e assenza di vertigini. Oltre
che, ma questo sempre, equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica
adeguata.
Se i sentieri
"crocettati" e "puntinati" sono certamente da scartare, non
è detto comunque che gli altri sentieri, quelli segnalati con una linea
continua rossa o - più spesso - con linea tratteggiata rossa, siano di per sé
adatti all'indole appenninica.
Le cartine da sole non sono
quindi sufficienti, e l'homo appenninicus è costretto a ricorrere a libri e
guide per trovare consiglio ed ispirazione per nuove avventure; talvolta anche
l'esperienza diretta ed il racconto di altri escursionisti si rivelano
preziosi.
Ma come essere certi che siano,
queste fonti, veramente affidabili? Che vadano bene anche per l'homo
appenninicus? Ecco una possibile risposta: imparare a leggere al di là delle
parole..
Le subdole descrizioni degli
itinerari non ingannano l'homo appenninicus….
Le escursioni descritte nei libri
di montagna sono passate, per così dire, ai raggi X dall'homo appenninicus, che
negli anni ha imparato a leggere tra le righe, e a compiere sottili analisi
lessicali.
E' noto infatti come gli autori
di libri e guide escursionistiche siano quasi sempre provetti alpinisti, a
volte un po' troppo frettolosi nel minimizzare quelli che possono rivelarsi
seri problemi per l'homo appenninicus.
Istintivmente l'homo appenninicus
ha sviluppato un occhio particolare per certe espressioni che più o meno
inconsciamente sfuggono dalla penna di questi autori-alpinisti, e ha imparato a
fiutare la possibilità del pericolo dietro frasi apparentemente innocenti,
quali "si risale per magri pascoli", "si guadagna la vetta per
facili roccette", "si segue il filo di cresta" e simili.
Parecchi sono i vocaboli che
suonano come campanelli di allarme per l'orecchio appenninico, o addirittura
risultano banditi dal suo vocabolario. Ad es., tra i sostantivi, troviamo
"cengia" (e specialmente il vezzeggiativo "cengetta"),
"canale" (e derivati, con speciale attenzione al diminutivo,
"canalino", più insidioso rispetto a "canalone"),
"cornice", "paretina", "placca",
"diedro", "salto" (e anche "saltino"),
"terrazzo" (anche se erboso), "traverso" (ma non
"traversata" e "attraversamento", vocaboli da valutare
volta per volta). Tra gli aggettivi degni di menzione sono i diffusi
"aereo" ed "esposto" (riferito a sentiero), oltre che
"dirupato", "strapiombante" e "vertiginoso".
Sicuramente allarmante è infine
l'uso, da parte dell'autore, di numeri ordinali (I, II, III, IV, etc).
Da valutare di caso in caso,
invece, sono innanzi tutto quelle espressioni che esprimono valutazioni
personali dell'autore. Alcuni esempi ricorrono assai spesso nei libri di
montagna: "divertente arrampicata" (occorre domandarsi sempre: ma
divertente per chi? L'autore - non dimentichiamolo, un alpinista - sta
probabilmente pensando al suo divertimento), "non ci sono difficoltà
oggettive" ("oggettive"? vedi sopra) e "elementare
passaggio" (idem).
Altri vocaboli o frasi da
considerare attentamente nel contesto più generale dell'escursione sono ad
esempio: "sfasciumi" (vocabolo pur sempre migliore del più oscuro
"detriti"), "gradoni erbosi", "ripida salita",
"si risale per cresta", "franoso canalone", "sentiero
panoramico" (verificando che l'autore non usi "panoramico" come
sinonimo di "aereo" o "esposto"), e simili.
Una descrizione del tipo di
roccia è sempre un segnale negativo per l'homo appenninicus, il quale è
solitamente disinteressato alla friabilità o meno della roccia, alla presenza
di appigli, o al suo colore (le rocce, per lui, fanno solo parte del panorama).
Così la frase "rocce verdastre ben appigliate" suona come un invito
all'homo appenninicus a cambiare destinazione. (Si noti inoltre il
"verdastre": statisticamente qualcosa di "verdastro",
"rossastro", o "nerastro" è più insidioso di qualcosa che
è, più semplicemente, "verde", "rosso", o
"nero").
Naturalmente è fondamentale la
prova di consistenza: l'autore ha già usato altrove quella stessa espressione
per descrivere un passaggio o una parte di gita che abbiamo già fatto? Si
dimostra coerente nell'uso delle parole, specialmente degli aggettivi, e nella
valutazione delle difficoltà?
Ma le cose, naturalmente, non
sempre sono così difficili.
Ecco infatti, e per concludere,
un esempio di itinerario che all'homo appenninicus non lascia dubbi sul da
farsi:
"Dal punto più basso della
placconata, poggiare a destra per saltini e cengette e guadagnare la base del
diedro. Salire i primi metri sul fondo, superare lo strapiombo che lo chiude a
sinistra (V) e con elegante arrampicata, superata una corta fessura,
raggiungere un piccolo tetto nerastro, e quindi obliquando a destra su
strapiombante cengetta (IV-) la terrazza."
(si noti che non si parla neppure
della vetta, il tutto serve a raggiungere soltanto una terrazza).”
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venerdì 24 maggio 2013
IL CANALE VIDEO DI WEBCAMAPPENNINO
WEBCAMAPPENNINO
Canale dedicato alla passione per il trekking , l'outdoor,
raccolta funghi, l'escursionismo e molto altro.
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lunedì 10 settembre 2012
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA.
PARCO
NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA.
PRESENTAZIONE:
I"l
Parco, localizzato nel cuore dell'Appennino, si estende sul territorio di tre
regioni: l'Abruzzo, il Lazio e le Marche, comprendendo nel suo perimetro cinque
province: L'Aquila, Teramo, Pescara, Rieti ed Ascoli Piceno, e ben 44 comuni.
E'
un territorio cerniera tra la regione euro-siberiana e quella mediterranea, in
cui si localizza la montagna più elevata dell'Appennino che racchiude l'unico
ghiacciaio dell'Europa meridionale.
La
posizione geografica, l'altezza raggiunta dalle montagne, nonché la differente
geologia dei rilievi: calcari e dolomie sul Gran Sasso e sui Monti Gemelli,
arenarie e marne sui Monti della Laga, determinano una straordinaria ricchezza
di specie animali e vegetali, nonché una varietà di ecosistemi e paesaggi
davvero unica."
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lunedì 27 agosto 2012
TRACCE IN APPENNINO.FOTOBLOG
TRACCE IN APPENNINO
FOTOBLOG DI ITINERARI
ESCURSIONISTICI
a Cura di Roberto
PRESENTAZIONE
“Appassionato escursionista
soprattutto dell'Appennino Tosco-Romagnolo-Emiliano. Mi piace preparare
escursioni, trekking, fotografare la natura, andare alla ricerca di tracce di
sentieri che non ho mai percorso.Mi piace andare a camminare per riscoprire le
vecchie mulattiere, le case cadenti e gli altri segni lasciati dagli uomini che
un tempo vivevano sul nostro appennino.”
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giovedì 22 marzo 2012
PORTALE DELL'APPENNINO
IL PORTALE DELL'APPENNINO.
Portale dell'Appennino italiano, escursionismo, trekking, cultura,
turismo, informazioni utili per creare le vostre escursioni, schede tecniche
dei percorsi.
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martedì 20 marzo 2012
MONTAGNA BIELLESE IL PORTALE
MONTAGNA BIELLESE
IL PORTALE DELLA MONTAGNA BIELLESE
PRESENTAZIONE:
“Montagna Biellese
Il portale della Montagna Biellese, e' un idea
per far conoscere le grandi potenzialita' turistiche alpine di questo
territorio, un sito tecnico e chiaro che parla il linguaggio degli alpinisti,
che da' informazioni complete basate sulla perfetta conoscenza dei luoghi da
parte delle guide alpine, un invito ad avvicinarsi a questa piccola, ma
importante catena montuosa.
Navigando nel sito verrete presi per mano ed
accompagnati tra la storia, le curiosita' e gli itinerari di una montagna vera,
ancora da scoprire, un mondo che si offre al turismo con la caratteristica
unica di non essere turistico.
Vie ferrate, vie di alpinismo ben attrezzate su
ottimo granito, sentieri, la mitica alta via che percorre per 40 chilometri il
filo della cresta spartiacque con la Valle di Gressoney, poi l'inverno con le
scalate invernali, le cascate e lo scialpinismo, tantissime proposte
chiaramente relazionate e fruibili gratuitamente dagli utenti, un invito dunque
ad avvicinarsi e venire a curiosare queste dimenticate Alpi Biellesi.
Le montagne del Biellese hanno delle
caratteristiche particolari che le differenziano da tutte le altre zone delle
Alpi, sono poste in una situazione privilegiata che consente di spaziare con lo
sguardo sull'intera pianura Padana e le propaggini dell' Appennino da un lato e
su tutte le Alpi Occidentali e Centrali dall' altro lato. Sono montagne
selvagge, ma a misura d'uomo, dove si puo' trovare un po' di tutto, dalle vie
plasir ben attrezzate, agli itinerari d'avventura, dalle aree wilderness
assolutamente vergini alle ripetutissime vie ferrate. In inverno le forti
precipitazioni nevose ed il particolare clima che trasforma velocemente la
neve, ne fanno un vero paradiso per lo scialpinismo, e l 'alpinismo invernale. “
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