lunedì 10 settembre 2012

PIC CHIADIN





Video realizzato da Dorino Bon



PIC CHIADINUn Magnifico sgabello per toccare il cielo.

(Anteprima
)
Domenica, 15 giugno 2008



"Scalo la vita appoggiandomi alla Montagna."Dorino Bon



Oggi ho avuto il privilegio di salire lassù nel mio Meraviglioso Mondo. Un mondo che si raggiunge a cavallo della semplicità, con il sudore e la fatica. Il mio Mondo,quello che definisco il Fantastico mondo che ancora mi rende Felice. Il Mondo che riesce a farmi ritornare Bambino. Semplice e genuino. Lontano da tutto quello che sta nella corazza dell’uomo. Quella bruttissima corazza che spesso siamo costretti ad indossare e portare addosso. Il mio mondo di riserva.


Una corazza che purtroppo ci cambia. Una corazza orrenda che nasconde il più delle volte la bellissima pelle dell’anima. Ed oggi, per l’ennesima volta, ho avuto il privilegio di alzarmi sui miei passi, mentre apparivano lentamente le prime luci del giorno e posarmi sui posti che mi fanno impazzire. Dei luoghi magnifici che mi attraggono con la loro magia. Che mi innalzano senza tante stupidaggini inutili, verso la purezza del cielo. Verso il mio distributore di essenza di Montagna. Un piedistallo magnifico, snobbato, per fortuna dai grandi  dell’estremo, corrosi dalla frenesia e dalla fretta. Una Semplicità che ho il privilegio di conoscere e che posso accarezzare in ogni istante, assaporando momenti stupendi, in compagnia del mio sapermi accontentare. Si proprio così di questa Grandissima particolarità del sapersi accontentare, che miracolosamente mi stacca da questa consumistica vita, legata al “dio euro”, alla fretta, alle stupidaggini materiali. Una particolarità che mi fa gioire per i colori e la forma di una genziana, per la forma mai vista di incantevole fiore bianco, che elegante sbuca, assieme ad altri suoi simili, da una neve affascinante che brilla colpita, dai raggi caldi di un sole magnifico. Una particolarità stupenda che mi stacca da terra, portandomi via, di volta in volta, in un mondo magnifico aggrappato alla natura che mi solleva prepotentemente verso l’azzurro di attimi da scrivere nel libro stupendo che è la vita. Una particolarità stupenda che che mi avvolge nei suoni affascinanti del concerto delle terre alte. Una particolarità che mi fa guardare gli animali che incontro durante i miei cammini con altri occhi. Una particolarità che mi fa nascere frasi e pensieri speciali che solo lassù in alto possono vivere e diventare parole. Una particolarità che spinge sempre di più a salire, con una forza indescrivibile e stupefacente. Una particolarità, che solo chi l’ha provata può percepire ed apprezzare.  Ed in questo splendente giorno, riscaldato da un sole che si era reso latitante da un bel po’, continuo a salire con la mia Grande convinzione. Noi esseri umani, nella natura, non conquistiamo un bel niente. Noi siamo solo ospiti e molto spesso ci comportiamo pure male nei suoi confronti. E salgo appeso alla mia felicità che mi solleva sul “143”, come una giostra fa girare un bambino. Sono le sette del mattino e sono felicemente solo. Attorno a me c’è il magnifico ambiente del Rifugio Tolazzi al Plan Val di Bos e la colonna sonora è stata offerta dal Rio Moraretto che suona un bellissimo ed incantevole brano di acque e pietra. Mi godo l’abbraccio prezioso delle Grandi Signore, madri del mio cuore, che mi abbracciano teneramente, rincuorandomi e facendomi capire che per l’ennesima volta ho fatto la scelta giusta. Pochi minuti ed una spinta fantastica mi alza metro dopo metro, sul tappeto stupendo del “143”. Ogni istante mi invita a staccare dal cielo i magnifici quadri che il Buon Dio ha provveduto ad appendere affinché tutti ne traggano un Grande vantaggio. Il silenzio mi ha avvolto e mi posso “gustare” il concerto della natura sempre offerto dal Buon Dio e sempre tutto gratis. Un’infinità di spettacoli che si susseguono, secondo dopo secondo ininterrottamente, sempre tutto gratis. E con la leggerezza di un bambino, purificato dalle “stronzate” del nulla , continuo a salire facendo incetta di momenti che tolgo dalla immensa galleria fotografica in esposizione. Quello che mi abbraccia è qualche cosa di indescrivibile. Ogni volta i paesaggi si modificano, diventando di volta in volta quadri da raccontare, quadri da ammirare. Gli spettacoli sono tutti in mostra nei 360° a disposizione dei miei occhi ed ogni istante, inquadrato dall’anima, diventa carburante per il mio cuore e per la mia mente. Ogni passo regala paesaggi da dipingere, ogni passo si scarica sul sentiero dipingendolo, e contribuendo con la sua storia a disegnare questo magnifico e stupefacente luogo. Ogni goccia di sudore non cade a terra invano e la fatica viene ripagata in ogni secondo di vita che ci viene incontro con la sua meravigliosa forza. Ogni passo mi fa volare sempre più in alto, sempre più leggero, stretto forte forte dalla bellezza dei momenti che mi circondano. Tutto attorno a me mi accarezza con tinte forti , suoni e profumi indimenticabili, che si imprimono nel cuore, nella mente e nell’anima, diventando dei magnifici segnavia. Tutto diventa Stupendo, anche l’affetto del dolce Cek, il bellissimo pastore tedesco di Caterina diventa qualche cosa di fantastico che vale la pena menzionare..eh si proprio così a un centinaio di metri dalla Forcella Moraretto, a pochi passi dal Rifugio Marinelli, ci osserva con aria buffa lo stupendo Cek che dopo qualche istante, abbaiando ci corre incontro per darci il suo personale saluto. Anche questo è montagna. Questa Montagna. Magica! Cek quasi mi prende per mano e mi accompagna fino nei pressi della Forcella. I raggi del sole creano degli stupendi effetti di luce sulla parete dello stupendo “143” e un pensiero corre in alto velocemente fino in cima alla vetta più alta e bella dell’Universo dove mi sta sicuramente guardando e vegliando, Ignazio e tutti gli altri amici. Un pensiero e una preghiera è il minimo che gli possa dedicare. Ciao Ignazio , ciao Ragazzi. Non vi abbandonerò mai, siete sempre assieme a me in ogni mio volo.  E li davanti a me tra fiori bianchi e genziane che hanno rubato il colore al cielo per farsi un bellissimo vestito di festa, mi appare elegante e maestoso il mio caro Pic Chiadin con un buffo berretto bianco che indossa divinamente. Mentre dietro, a fargli compagnia mi saluta i’imponente Coglians con la su adorata moglie, La Chinavate. Alla forcella Moraretto, piego salendo a sinistra sempre sul caratteristico “143” che mi prende nuovamente per  mano e mi accompagna, su di un quadro sempre più attraente ed affascinante. Credetemi l’attrazione che mi lega a questi luoghi ha una forza fuori misura.pensate che per un breve periodo, ho tentato anche di ribellarmi, ma per fortuna la sua forza è stata travolgente ed ora vi posso dire, senza alcun timore, di essermi innamorato di questo vitale luogo. Per l’occasione il Buon Dio ha organizzato uno spettacolo da lasciarmi senza fiato e quasi senza parole. Passo dopo passo rimango incantato da come Dio sia riuscito a costruire in pochissimo tempo, un palcoscenico così meraviglioso. Il tempo ormai si è fermato e io , ospite della cima del Pic Chiadin, si proprio così Signori e Signore, il Pic Chiadin, esiste anche questo meraviglioso e favoloso monte che mi innalza magicamente, come un bellissimo sgabello verso il cielo e da qui posso sentire distintamente le carezze di chi so io. Il Pic Chiadin, che bello. Uno sgabello posto nel centro di un anfiteatro cosparso per 360° di opere d’arte naturali che tolgono il respiro. Da qui assisto alla sfilata delle Grandi Signore vestite con costumi di scena eccezionali dal Buon Dio. 360° di musiche che mi cullano teneramente di profumi inebrianti, di visioni impagabili ed il tempo continua per fortuna a stare fermo rimanendo in equilibrio stabile. Non ci sono parole per descrivere ciò che provo immerso in questa solitudine magica e in questo prezioso silenzio sono appena le 8.40 e già ho potuto gioire di qualche cosa di Grande che solo questi incantevoli luoghi riescono a donarmi. Ogni singolo millimetro quassù è prezioso e contiene essenza di Montagna che difficilmente è sostituibile. Ogni pensiero, quassù diventa diverso e si amalgama con tutto ciò che mi circonda e mi abbraccia con un grandissimo calore. L’orizzonte sembra disegnato dal più Grande designer del mondo: Dio!. L’aria è colma di un’infinità di meravigliosi suoni e tutto quassù anche il vivere diventa più leggero. Quasi a malincuore, rimetto lo zaino in spalla e scendo sulla neve fresca verso quella che considero la mia seconda casa, il Rifugio Marinelli. Qui in questo luogo, ogni volta ho la sensazione di essere nuovamente a casa. Scendo lentamente, felice e pieno di gioia, il sapermi accontentare mi ha di nuovo appagato. Scendendo ammiro ogni istante che mi viene incontro e lo imprimo nella mia mente e nella mia macchina fotografica. Pochi minuti e arrivo al Rifugio dove mi viene incontro il tenerissimo Cek. Il silenzio la fa ancora da padrone e tutto attorno a me sembra incredibilmente surreale. Sembra quasi di stare dentro ad una favola. Pochi istanti, il tempo di togliermi lo zaino dalle spalle ed eccola arrivare è lei il Cuore del Rifugio: Caterina. Non ero riuscito a sfuggirgli, mi aveva già visto prima, mentre stavo andando incontro al Pic Chiadin. Qui mi sono reso conto negli anni che i Rifugi, sono l’Anima della Montagna e i loro gestori sono il Cuore. Qui però spesso mi capita anche di arrabbiarmi di dissentire con il comportamento di alcune persone che non sono state educate proprio per niente all’umiltà dell’andar per monti. Nei Rifugi, proprio per la parola stessa che li descrive, bisogna sapersi accontentare di quello che viene offerto dalle persone che li gestiscono e soprattutto NON BISOGNA PRETENDERE I SERVIZI DI UN GRAN HOTEL A 5 STELLE. Sforzatevi, almeno per queste poche occasioni, di essere umili e di apprezzare tutto quello che abbiamo la fortuna di avere. Cerchiamo almeno il più possibile, di toglierci la corazza di uomini e ricordiamoci sempre che rapportati a tutto quello che ci circonda e ci viene offerto gratuitamente e ripeto gratuitamente dal Buon Dio, noi non siamo nulla e nemmeno abbiamo il diritto di pretendere. Quassù siamo ospiti di questo Meraviglioso Mondo che Dio ci ha donato. Noi piccoli esseri, non siamo nulla e soprattutto non conquistiamo proprio un bel niente. Al limite , se avrete fortuna, sarà la Montagna che vi conquisterà, e allora sarà una vera, meravigliosa, fantastica ed incantevole Magia. Parola mia, che dentro a questa magia ci vivo da parecchi anni. Il tempo si ritorna a fermare avvolgendomi in una atmosfera che mi culla teneramente. Tra una birra, un panino ed un caffè, le chiacchiere con Caterina disegnano la giornata con i colori magnifici dell’alto. Passano le ore e nemmeno mi accorgo che è giunta l’ora di salutare tutti e tutto, mentre il cielo inizia a giocare con i nuvoloni grigi che danzano sopra la mia testa, sopra i miei pensieri. Non mi importa , anche se dovesse scendere qualche goccia, c’è sempre la mantella e tutto sommato, quattro gocce di pioggia renderebbero ancora più affascinate questo magnifico volo nel tempo. Passo dopo passo vado incontro al Plan Val di Bos, raccogliendo con gli sguardi del cuore , sprazzi di questo favoloso spettacolo che ho vissuto istante dopo istante. Tutto come sempre, diventa un bellissimo capitolo del libro della mia vita che non intendo assolutamente sprecare. Il tempo passa tenendo mano nella mano i miei pensieri, e senza nemmeno accorgermi atterro al Plan Val di Bos e quindi giù ancora , accompagnato dal concerto offerto dalle acque del Rio Moraretto, verso il nido più bello che esista in questo Paradiso. Lo Staipo da Canobio. Anche qui ricevo l’abbraccio genuino e sincero di Gino e di Ines, i testimoni storici di questo  scrigno, mentre il camino dello Staipo, nonostante la data, disegna il cielo con il suo stupendo fumo, mentre l’aria profuma di frico e Polenta, avvolgendo suggestivamente i 360° che circondano questa fantastica Giostra di Carnia chiamata Coliina. Qui in questo Paradiso le parole non servono. I silenzi e le loro musiche parlano più di un miliardo di parole mentre ci fanno accarezzare con lo sguardo il prezioso Tesoro che è custodito in questo Magnifico ed unico Scrigno che ci ha regalato Dio. In questo luogo mi rendo conto  di quanto sia bella la Semplicità e istintivamente, come al solito, nasce una frase delle mie:





Scalo la vita appoggiandomi alla Montagna.

Buona Montagna a tutti e Felice Vita da Dorino.



CARTA TOPOGRAFICA PER ESCURSIONISTI: "TABACCO" nr.01-Sappada-S.Stefano-Forni Avoltri. 1:25.000 (è consigliabile portarla al seguito in ogni escursione)

COME CI SI ARRIVA: Autostrada A23. Si esce a Carnia-Tolmezzo e si prosegue per Forni Avoltri. Arrivati a Forni Avoltri si gira a destra e si seguono le indicazioni per Collina. Si parcheggio al Rifugio Tolazzi nel Plan Val di Bos.

PUNTO DI PARTENZA:Rifugio Tolazzi mt.1350, PLan Val di Bos

SENTIERO c.a.i. nr.143

DISLIVELLO:mt.952


TEMPO NECESSARIO:Fino al Rifugio Marinelli ore 1.40 altri 15 minuti per la cima del Pic Chiadin







Il Rifugio Tolazzi incastonato nella spettacolare Plan Val di Bos


Le indicazioni quassù sono molto chiare. Tutte portano in cielo.







Non c'è angolo che non ci regali delle opere d'arte d'autore









Ogni istante si incolla nelle nostre menti









La casera Moraretto con il monte Floriz









360° tutti da vedere e scoprire











la genziana che prende il suo colore dal cielo.









Il bellissimo sentiero che ci solleva in alto







Le magie dei momenti che diventano parole









Meravigliose creature mi abbracciano teneramente







e mi cullano come un bimbo regalandomi una serenità unica









Spettacoli ai quali non riesco ad abituarmi mai.













E qui mi sento veramente a casa. Il Rifugio Marinelli

Qui troverete Caterina, cuore del Rifugio, custode di tutto ciò che lo circonda.







Ogni orizzonte regala spettacoli







Ogni angolo ci riserva mille sorprese









Il Pic Chiadin ci da il benvenuto con il suo buffo berretto bianco







Il Pic ci aspetta per sollevarci verso il cielo e regalarci spettacoli che tolgono il fiato







Il cielo gioca con il sole e le nuvole







In cima al Pic Chiadin abbracciato dal Paradiso







Non esistono quadri più belli



















Qui le parole non servono più.Parla il Silenzio









Vera essenza di Paradiso che mi avvolge magicamente













Il silenzio diventa il padrone del tempo







L'incantevole Staipo da Canobio della Famiglia Caneva,dove il tempo si ferma e la Montagna diventa Regina .







Le Grandi Signore che abbracciano lo Staipo









Dorino Bon
www.escursionando.net

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